“Rincontriamoci con il Signore e seguiamo la sua strada”. Omelia di Papa Francesco del 7 febbraio 2014

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 7 febbraio 2014, a Casa Santa Marta ha preso spunto dalla Lettura del Vangelo (Mc 6, 14-29), dall’uccisione di Giovanni da parte di Erode, per parlare del modo in cui annunciamo il Signore: ci impadroniamo della profezia? Andiamo sulla strada di Gesù Cristo, dell’umiltà e del servizio? Giovanni, ha sottolineato il Papa, non s’impadronì della sua autorità morale che tutti gli riconoscevano; avrebbe potuto cedere alla tentazione di far credere di essere il Messia, ma a tutti diceva di convertirsi, stava annunciando la venuta di uno più forte di lui di cui non era degno neanche di sciogliergli i legacci dei calzari. Giovanni si è abbassato e umiliato fino alla morte;  è l’icona del discepolo: è “l’uomo che annunzia Gesù Cristo, che non si mette al posto di Gesù Cristo e che segue la strada di Gesù Cristo”. Dove ha trovato la forza Giovanni per fare tutto questo? Nell’incontro con Gesù, ha detto il Papa, quando Giovanni “ballò di gioia nel grembo di Elisabetta” al cospetto di Maria. E noi ricordiamo il nostro incontro con Gesù? “Torniamo alla prima Galilea dell’incontro, tutti noi ne abbiamo una” ha detto il Papa, a rincontrarci con il Signore.

Questa è la trascrizione:

“Quando c’è la corte è possibile fare di tutto: la corruzione, i vizi, i crimini. Le corti favoriscono queste cose. Cosa ha fatto Giovanni? Prima di tutto annunziò il Signore. Annunziò che era vicino il Salvatore, il Signore, che era vicino il Regno di Dio. E lo aveva fatto con forza. E battezzava. Esortava tutti a convertirsi. Era un uomo forte. E annunziava Gesù Cristo”.
“Morti umilianti. Ma anche Giovanni ha avuto il suo ‘orto degli ulivi’, la sua angoscia in carcere, quando credeva di avere sbagliato, e manda i suoi discepoli a chiedere a Gesù: ‘Ma dimmi, sei tu o ho sbagliato e c’è un altro?’ Il buio dell’anima, quel buio che purifica come Gesù nell’orto degli ulivi. E Gesù ha risposto a Giovanni come il Padre ha risposto a Gesù, confortando. Quel buio dell’uomo di Dio, della donna di Dio. Penso in questo momento al buio dell’anima della Beata Teresa di Calcutta, no? Ah, la donna che tutto il mondo lodava, Premio Nobel! Ma lei sapeva che in un momento della sua vita, lungo, c’era soltanto il buio dentro”.
“Ci farà bene oggi, a noi, domandarci sul nostro discepolato: annunziamo Gesù Cristo? Approfittiamo o non approfittiamo della nostra condizione di cristiani come se fosse un privilegio? Giovanni non si impadronì della profezia. Terzo: andiamo sulla strada di Gesù Cristo? La strada dell’umiliazione, dell’umiltà, dell’abbassamento per il servizio? E se noi troviamo che non siamo fermi in questo, domandarci: ‘Ma quando è stato il mio incontro con Gesù Cristo, quell’incontro che mi riempì di gioia?’. E tornare all’incontro, tornare alla prima Galilea dell’incontro. Tutti noi ne abbiamo una! Tornare là! Rincontrarci con il Signore e andare avanti su questa strada tanto bella, nella quale Lui deve crescere e noi venire meno”.

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