“Con le tre parole magiche (permesso, grazie, scusa), la preghiera e la volontà di fare sempre la pace il matrimonio andrà avanti”. Udienza di Papa Francesco del 2 aprile 2014

Papa Francesco, nell’Udienza Generale di oggi, 2 aprile 2014, ha concluso il ciclo di catechesi dedicato ai Sacramenti, parlando del Matrimonio e lo ha fatto in gran parte parlando a braccio, con l’evidente esperienza maturata nei suoi lunghi anni di apostolato tra la gente comune, respirando i problemi quotidiani di migliaia di famiglie. Sono parole in gran parte già ascoltate in altri discorsi, ma sempre ripetuti con una forza nuova, che arriva ogni volta diritta al cuore di chi lo ascolta. Il mistero del Matrimonio, ha detto il Santo Padre, “è l’amore di Dio che si rispecchia nella coppia che decide di vivere insieme”. È un disegno che si attua nella semplicità e nella fragilità della condizione umana e dunque per poter crescere deve mantenere vivo il legame con Dio attraverso la preghiera. “Quando lo sposo – ha aggiunto il Papa – prega per la sposa e la sposa prega per lo sposo, quel legame diviene forte!”. La fragilità viene fuori nei momenti di difficoltà, nei quali molto spesso si litiga, ma questa è la condizione umana e bisogna accettarla, il segreto è pensare che l’amore sia più forte del momento nel quale si litiga e per questo Papa Francesco ha ribadito il suo invito a non finire mai la giornata nella quale si è litigato senza fare la pace. E poi, le tre parole magiche, quelle che ama ripetere e far ripetere: permesso, per non essere invadente nella vita coniugale, grazie, e la terza parola, quella più difficile da dire, ma che bisogna assolutamente dire, scusa. Con queste tre parole, con la preghiera e con la volontà di fare sempre la pace, il matrimonio andrà avanti, ha concluso il Santo Padre.

Questo è il video integrale dell’Udienza; la catechesi inizia al minuto 35:22 :

Queste le parole di Papa Francesco:

Cari fratelli e sorelle, buon giorno!
oggi concludiamo il ciclo di catechesi sui Sacramenti parlando del Matrimonio. Questo Sacramento ci conduce nel cuore del disegno di Dio, che è un disegno di alleanza col suo popolo, con tutti noi, un disegno di comunione. All’inizio del libro della Genesi, il primo libro della Bibbia, a coronamento del racconto della creazione si dice: «Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò: maschio e femmina li creò … Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne». L’immagine di Dio è la coppia matrimoniale: è l’uomo e la donna, tutti e due. Non soltanto il maschio, l’uomo, non soltanto la donna, tutti e due e questa è l’immagine di Dio, è l’amore, l’alleanza di Dio con noi e rappresentata in quell’alleanza fra l’uomo e la donna, e questo è molto bello! Siamo creati per amare, come riflesso di Dio e del suo amore.
E nell’unione coniugale l’uomo e la donna realizzano questa vocazione nel segno della reciprocità e della comunione di vita piena e definitiva.
Quando un uomo e una donna celebrano il sacramento del Matrimonio, Dio, per così dire, si rispecchia in essi, imprime in loro i propri lineamenti e il carattere indelebile del suo amore. Il Matrimonio è l’icona dell’Amore di Dio con noi. Anche Dio, infatti, è comunione: le tre Persone del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo vivono da sempre e per sempre in unità perfetta. Ed è proprio questo il mistero del Matrimonio: Dio fa dei due sposi una sola esistenza – la Bibbia è forte, dice «una sola carne»: così intima è l’unione tra l’uomo e la donna nel Matrimonio. Ed è proprio questo il mistero del Matrimonio: è l’amore di Dio che si rispecchia nella coppia che decide di vivere insieme e per questo l’uomo lascia la sua casa, la casa dei genitori e va a vivere con sua moglie e si unisce tanto fortemente a lei che diventano, dice la Bibbia, una sola carne. Non sono due, sono uno.
San Paolo, nella Lettera agli Efesini, mette in risalto che negli sposi cristiani si riflette un mistero grande: il rapporto instaurato da Cristo con la Chiesa, un rapporto che è nuziale, la Chiesa è la sposa di Cristo, questo rapporto. Questo significa che il Matrimonio risponde a una vocazione specifica e deve essere considerato come una consacrazione. È una consacrazione: l’uomo e la donna sono consacrati per il loro amore. Gli sposi infatti, in forza del Sacramento, vengono investiti di una vera e propria missione, perché possano rendere visibile, a partire dalle cose semplici, ordinarie, l’amore con cui Cristo ama la sua Chiesa, continuando a donare la vita per lei, nella fedeltà e nel servizio.
È davvero un disegno stupendo quello che è insito nel sacramento del Matrimonio. E si attua nella semplicità e anche nella fragilità della condizione umana. Sappiamo bene quante difficoltà e prove conosce la vita di due sposi. L’importante è mantenere vivo il legame con Dio, che è alla base del legame coniugale. Il vero legame è sempre con il Signore. Quando la famiglia prega, il legame si mantiene, quando lo sposo prega per la sposa e la sposa prega per lo sposo, quel legame diviene forte! Uno prega per l’altro. È vero che nella vita matrimoniale ci sono tante difficoltà: il lavoro, i soldi che non bastano, i bambini che hanno problemi, tante difficoltà e tante volte il marito e la moglie diventano un po’ nervosi e litigano fra loro, o no? Litigano, è sempre così, sempre si litiga nel matrimonio. Alcune volte volano i piatti, ma non dobbiamo diventare tristi per questo, la condizione umana è così. Il segreto è che l’amore è più forte del momento nel quale si litiga e per questo consiglio sempre agli sposi di non finire la giornata nella quale si è litigato senza fare la pace. E per fare la pace non è necessario chiamare le Nazioni Unite, è sufficiente un piccolo gesto, una carezza. E l’indomani si ricomincia un’altra volta. E questa è la vita, portarla avanti così, portarla avanti con il coraggio di volerla vivere insieme, e questo è grande e bello. La vita matrimoniale è una cosa bellissima e dobbiamo custodirla sempre, custodire i figli. Alcune volte ho detto qui che una cosa che aiuta tanto la vita matrimoniale sono tre parole, le ricordate? Tre parole che si devono dire sempre nella casa: permesso, grazie e scusa. Le tre parole magiche: permesso, per non essere invadente nella vita coniugale; grazie, ringraziare il coniuge, la bellezza di ringraziare; poi la terza parola che è un po’ difficile da dire, ma bisogna dirla: scusa. Permesso, grazie e scusa. Ripetiamole tutti. Con queste tre parole, con la preghiera dello sposo per la sposa e della sposa per lo sposo, con fare la pace sempre prima che finisca la giornata, il matrimonio andrà avanti. Le tre parole magiche, la preghiera e fare la pace sempre.

Che il Signore vi benedica e pregate per me.

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2 pensieri su ““Con le tre parole magiche (permesso, grazie, scusa), la preghiera e la volontà di fare sempre la pace il matrimonio andrà avanti”. Udienza di Papa Francesco del 2 aprile 2014

  1. vorrei mandare via e-mail ad altri, come posso fare? non ci sono indicazioni. Grazie del grande servizio che ci fate. Il Signore vi benedica e ricompense come Lui solo sa fare. SrMAuxiliadorafp

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