Omelia di Papa Francesco del 13 dicembre 2016 – Il brutto male del clericalismo

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 13 dicembre 2016 a Casa Santa Marta, nel giorno del 47esimo anniversario della sua ordinazione sacerdotale, ha parlato della seduzione del clericalismo presente nella Chiesa. Il pericolo, cioè, di allontanarsi dalla Legge del Signore, arrivando a strumentalizzarla costruendo intorno ad essa un’impalcatura di norme e precetti che finiscono solo per allontanare il popolo umile e povero. A volte capita – ha detto il Papa – che nella Chiesa alcuni chierici si sentano superiori e vivano distaccati dal popolo di Dio e questo – ha aggiunto – è un brutto male.

Questa è la trascrizione:

“Ma una legge che loro hanno rifatto tante volte: tante volte fino ad arrivare perfino a 500 comandamenti. Tutto era regolato, tutto! Una legge scientificamente costruita, perché questa gente era saggia, conosceva bene. Facevano tutte queste sfumature, no? Ma era una legge senza memoria: avevano dimenticato il Primo Comandamento, che Dio ha dato al nostro padre Abramo: “Cammina nella mia presenza e sii irreprensibile”. Loro non camminavo: sono stati fermi sempre nelle proprie convinzioni. E non erano irreprensibili!”

“Giuda è stato un traditore, ha peccato di brutto, eh! Ha peccato forte. Ma poi il Vangelo dice: “Pentito, è andato da loro a ridare le monete”. E loro cosa hanno fatto? “Ma, tu sei stato il nostro socio. Stai tranquillo… Noi abbiamo il potere di perdonarti tutto!”. No! “Arrangiati come tu puoi! E’ un problema tuo!”. E lo hanno lasciato solo: scartato! Il povero Giuda traditore e pentito non è stato accolto dai pastori. Perché questi avevano dimenticato cosa fosse un pastore. Erano gli intellettuali della religione, quelli che avevano il potere, che portavano avanti la catechesi del popolo con una morale fatta dalla loro intelligenza e non dalla rivelazione di Dio”.

“Il male del clericalismo è una cosa molto brutta! E’ una edizione nuova di questa gente. E la vittima è la stessa: il popolo povero e umile, che aspetta nel Signore. Il Padre sempre ha cercato di avvicinarsi a noi: ha inviato suo Figlio. Stiamo aspettando, aspettando in attesa gioiosa, esultanti. Ma il Figlio non è entrato nel gioco di questa gente: il Figlio è andato con gli ammalati, i poveri, gli scartati, i pubblicani, i peccatori – ed è scandaloso quello…  –  le prostitute. Anche oggi Gesù dice a tutti noi e a anche a quelli che sono sedotti dal clericalismo: “I peccatori e le prostitute andranno avanti a voi nel Regno dei Cieli”.

 

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