Udienza Generale di Papa Francesco del 10 agosto 2016 – “La Misericordia è un cammino che parte dal cuore e arriva alle mani”

La Misericordia è un cammino che parte dal cuore e arriva alle mani, cioè alle opere di Misericordia: Papa Francesco nell’Udienza Generale di oggi, 10 agosto 2016, in Aula Paolo VI, ha preso spunto dalla Lettura del Vangelo di Luca (Lc 7, 11-17) per sottolineare come la parola potente di Gesù può farci rialzare dalle nostre cadute, dai nostri sbagli ed è in grado di ridarci un cuore nuovo attraverso il quale con le mani aiutare chi ne ha bisogno, facendo opere di Misericordia. La sua parola – ha detto il Santo Padre – ci fa rivivere, ci dona speranza e rinfranca i nostri cuori stanchi, aprendoci ad una visione del mondo e della vita che va oltre la sofferenza e la morte. Avviandoci alla Porta della Misericordia – ha concluso il Papa – “ognuno sa di avviarsi alla porta del cuore misericordioso di Gesù: è Lui infatti la vera Porta che conduce alla salvezza e ci restituisce a una vita nuova”. Gesù ci guarda, ci guarisce con la sua Misericordia, ci dice di alzarci per fare con il cuore nuovo le opere di Misericordia, aiutando chi ne ha bisogno.

Queste le parole di Papa Francesco:

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Il brano del Vangelo di Luca che abbiamo ascoltato (7,11-17) ci presenta un miracolo di Gesù veramente grandioso: la risurrezione di un ragazzo. Eppure, il cuore di questo racconto non è il miracolo, ma la tenerezza di Gesù verso la mamma di questo ragazzo. La misericordia prende qui il nome di grande compassione verso una donna che aveva perso il marito e che ora accompagna al cimitero il suo unico figlio. È questo grande dolore di una mamma che commuove Gesù e lo provoca al miracolo della risurrezione.
Nell’introdurre questo episodio, l’Evangelista indugia su molti particolari. Alla porta della cittadina di Nain – un villaggio – si incontrano due gruppi numerosi che provengono da direzioni opposte e che non hanno nulla in comune. Gesù, seguito dai discepoli e da una grande folla sta per entrare nell’abitato, mentre da esso sta uscendo il mesto corteo che accompagna un defunto, con la madre vedova e molta gente. Presso la porta i due gruppi si sfiorano solamente andando ognuno per la propria strada, ma è allora che san Luca annota il sentimento di Gesù: «Vedendo [la donna], il Signore fu preso da grande compassione per lei e le disse: “Non piangere!”. Si avvicinò e toccò la bara, mentre i portatori si fermarono» (vv. 13-14). Grande compassione guida le azioni di Gesù: è Lui che ferma il corteo toccando la bara e, mosso dalla profonda misericordia per questa madre, decide di affrontare la morte, per così dire, a tu per tu. L’affronterà definitivamente a tu per tu sulla Croce.

Durante questo Giubileo, sarebbe una buona cosa che, nel varcare la Porta Santa, la Porta della Misericordia, i pellegrini ricordassero questo episodio del Vangelo, accaduto sulla porta di Nain. Quando Gesù vide quella madre in lacrime, essa entrò nel suo cuore! Alla Porta Santa ognuno giunge portando la propria vita, con le sue gioie e le sue sofferenze, i progetti e i fallimenti, i dubbi e i timori, per presentarla alla misericordia del Signore. Stiamo sicuri che, presso la Porta Santa, il Signore si fa vicino per incontrare ognuno di noi, per portare e offrire la sua potente parola consolatrice: «Non piangere!» (v. 13). Questa è la Porta dell’incontro tra il dolore dell’umanità e la compassione di Dio. … Varcando la soglia noi compiamo il nostro pellegrinaggio dentro la misericordia di Dio che, come al ragazzo morto, ripete a tutti: «Dico a te, alzati!» (v. 14). Alzati! Dio ci vuole in piedi. Ci ha creati per essere in piedi, per questo la compassione di Gesù porta a quel gesto di guarirci e la parola chiave è «Alzati!», mettiti in piedi, come ti ha creato Dio, in piedi! “Ma padre noi cadiamo tante volte” … Avanti, alzati! – Questa è la parola di Gesù che ripete sempre. Nel varcare la Porta Santa cerchiamo di sentire nel nostro cuore questa parola: Alzati! La parola potente di Gesù può farci rialzare e operare anche in noi il passaggio dalla morte alla vita. La sua parola ci fa rivivere, dona speranza, rinfranca i cuori stanchi, apre a una visione del mondo e della vita che va oltre la sofferenza e la morte. Sulla Porta Santa è inciso per ognuno l’inesauribile tesoro della misericordia di Dio!

Raggiunto dalla parola di Gesù, «il morto si mise seduto e cominciò a parlare. Ed egli lo restituì a sua madre» (v. 15). Questa frase tanto bella, indica la tenerezza di Gesù: lo restituì a sua madre. La madre ritrova il figlio. Ricevendolo dalle mani di Gesù essa diventa madre per la seconda volta, ma il figlio che ora le è restituito non è da lei che ha ricevuto la vita. Madre e figlio ricevono così la rispettiva identità grazie alla parola potente di Gesù e al suo gesto amorevole. Così, specialmente nel Giubileo, la madre Chiesa riceve i suoi figli riconoscendo in loro la vita donata dalla grazia di Dio. E’ in forza di tale grazia, la grazia del Battesimo, che la Chiesa diventa madre e che ciascuno di noi diventa suo figlio.

Di fronte al ragazzo tornato in vita e restituito alla madre, «tutti furono presi da timore e glorificavano Dio dicendo: “Un grande profeta è sorto tra noi” e “Dio ha visitato il suo popolo”. Quanto Gesù ha fatto non è dunque solo un’azione di salvezza destinata alla vedova e al suo figlio, o un gesto di bontà limitato a quella cittadina. Nel soccorso misericordioso di Gesù, Dio va incontro al suo popolo, in Lui appare e continuerà ad apparire all’umanità tutta la grazia di Dio. Celebrando questo Giubileo, che ho voluto fosse vissuto in tutte le Chiese particolari – cioè in tutte le Chiese del mondo – e non solo a Roma, è come se tutta la Chiesa sparsa nel mondo si unisse nell’unico canto di lode al Signore. Anche oggi la Chiesa riconosce di essere visitata da Dio. Per questo, avviandoci alla Porta della Misericordia, ognuno sa di avviarsi alla porta del cuore misericordioso di Gesù: è Lui infatti la vera Porta che conduce alla salvezza e ci restituisce a una vita nuova. La misericordia, sia in Gesù sia in noi, è un cammino che parte dal cuore per arrivare alle mani – cosa significa questo? Gesù ti guarda, ti guarisce con la sua Misericordia, ti dice alzati e il tuo cuore è nuovo, e io con il cuore nuovo col cuore guarito da Gesù faccio le opere di Misericordia con le mani e cerco di aiutare chi ne ha bisogno. La Misericordia è un cammino che parte dal cuore e arriva alle mani cioè alle opere di Misericordia.

Grazie.

Queste le parole più utilizzate da Papa Francesco nella catechesi:

parole papa Francesco

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