Udienza Generale di Papa Francesco del 3 agosto 2016 – L’opera purificatrice della GMG e le malattie del mondo

Papa Francesco ha ripreso oggi, 3 agosto 2016, dopo la pausa di luglio e la Giornata Mondiale della Gioventù, l’appuntamento consueto con le Udienze Generali. E proprio sulla GMG di Cracovia il pontefice ha centrato la sua catechesi: la Polonia, i giovani, la Madonna di Chęstochova e la visita ad Auschwitz-Birkenau. Il Papa ha parlato, in particolare, del suo silenzio nel campo di concentramento e di sterminio: in quel silenzio – ha detto Francesco – “ho sentito la presenza di tutte le anime che sono passate di là; ho sentito la compassione, la misericordia di Dio, che alcune anime sante hanno saputo portare anche in quell’abisso”. E ha parlato anche dell’importanza della memoria come monito e responsabilità per l’oggi e il domani: perché il seme dell’odio e della violenza non attecchisca nei solchi della storia”. Ma il suo pensiero si è soffermato anche sulla giovane romana Susanna Rufi, stroncata da una meningite fulminante a Vienna dopo la Gmg e sulla scomparsa della giornalista Anna Maria Jacobini, morta a Cracovia per un malore.

Queste le parole di Papa Francesco:

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!

Oggi vorrei riflettere brevemente sul Viaggio Apostolico che ho compiuto nei giorni scorsi in Polonia.

L’occasione del Viaggio è stata la Giornata Mondiale della Gioventù, a 25 anni da quella storica celebrata a Chęstochova poco dopo la caduta della “cortina di ferro”. In questi 25 anni è cambiata la Polonia, è cambiata l’Europa ed è cambiato il mondo, e questa GMG è diventata un segno profetico per la Polonia, per l’Europa e per il mondo. La nuova generazione di giovani, eredi e continuatori del pellegrinaggio iniziato da san Giovanni Paolo II, hanno dato la risposta alla sfida dell’oggi, hanno dato il segno di speranza, e questo segno si chiama fraternità.

Perché proprio in questo mondo in guerra ci vuole fraternità, vicinanza, dialogo, amicizia. E questo è il segno della speranza: quando c’è fraternità.

Partiamo proprio dai giovani, che sono stati il primo motivo del Viaggio. Ancora una volta hanno risposto all’appello: sono venuti da tutto il mondo – alcuni di loro sono qui –  una festa di colori, di volti diversi, di lingue, di storie diverse, non so come fanno, parlano lingue diverse ma riescono a capirsi; perché hanno questa volontà di andare insieme di fare ponti di fraternità.  Sono venuti anche con le loro ferite, con i loro interrogativi, ma soprattutto con la gioia di incontrarsi; e ancora una volta hanno formato un mosaico di fraternità. Un’immagine emblematica delle Giornate Mondiali della Gioventù è la distesa multicolore di bandiere sventolate dai giovani: in effetti, alla GMG, le bandiere delle nazioni diventano più belle, per così dire “si purificano”, e anche bandiere di nazioni in conflitto fra loro sventolano vicine e questo è bello.

Così, in questo loro grande incontro giubilare, i giovani del mondo hanno accolto il messaggio della Misericordia, per portarlo dappertutto nelle opere spirituali e corporali. Ringrazio tutti i giovani che sono venuti a Cracovia! E ringrazio quelli che si sono uniti a noi da ogni parte della Terra! In molti paesi sono state fatte piccole GMG in collegamento con quella di Cracovia. Il dono che avete ricevuto diventi risposta quotidiana alla chiamata del Signore.

Un ricordo pieno di affetto va a Susanna, la ragazza romana, di questa diocesi, deceduta subito dopo aver partecipato alla GMG a Vienna; il Signore che certamente l’ha accolta in Cielo, conforti i suoi familiari e amici.

In questo Viaggio ho visitato anche il Santuario di Chęstochova. Davanti all’icona della Madonna, ho ricevuto il dono dello sguardo della Madre, che è in modo particolare Madre del popolo polacco, di quella nobile nazione che ha tanto sofferto e, con la forza della fede e la sua mano materna, si è sempre rialzata. Ho salutato alcuni polacchi: siete bravi, siete bravi! Lì, sotto quello sguardo, si capisce il senso spirituale del cammino di questo popolo, la cui storia è legata in modo indissolubile alla Croce di Cristo. Lì si tocca con mano la fede del santo popolo fedele di Dio, che custodisce la speranza attraverso le prove; e custodisce anche quella saggezza che è equilibrio fra tradizione e innovazione, fra memoria e futuro. E la Polonia oggi ricorda a tutta l’Europa che non può esserci futuro per il continente senza i suoi valori fondanti, i quali a loro volta hanno al centro la visione cristiana dell’uomo. Tra questi valori c’è la misericordia, di cui sono stati speciali apostoli due grandi figli della terra polacca: santa Faustina Kowalska e san Giovanni Paolo II.

E, infine, anche questo Viaggio aveva l’orizzonte del mondo, un mondo chiamato a rispondere alla sfida di una guerra “a pezzi” che lo sta minacciando. E qui il grande silenzio della visita ad Auschwitz-Birkenau è stato più eloquente di ogni parola. In quel silenzio ho ascoltato, ho sentito la presenza di tutte le anime che sono passate di là; ho sentito la compassione, la misericordia di Dio, che alcune anime sante hanno saputo portare anche in quell’abisso. In quel grande silenzio ho pregato per tutte le vittime della violenza e della guerra. E lì, in quel luogo, ho compreso più che mai il valore della memoria, non solo come ricordo di eventi passati, ma come monito e responsabilità per l’oggi e il domani, perché il seme dell’odio e della violenza non attecchisca nei solchi della storia. In questa memoria delle guerre e di tante ferite e dolori vissuti anche ci sono tanti uomini e donne oggi che soffrono le guerre, tanti fratelli e sorelle nostre. Guardando quella crudeltà in quel campo di concentramento ho pensato subito alle crudeltà di oggi che gli somigliano,  – non così concentrata come in quel posto – ma in tutto il mondo, in questo mondo che è malato di crudeltà, dolore guerra, odio tristezza; per questo sempre chiedo la preghiera, che il Signore ci dia la pace.

Per tutto questo, ringrazio il Signore e la Vergine Maria. Ed esprimo nuovamente la mia gratitudine al Presidente della Polonia e alle altre Autorità, al Cardinale Arcivescovo di Cracovia e all’intero Episcopato polacco, e a tutti coloro che, in mille modi, hanno reso possibile questo evento, che ha offerto un segno di fraternità e di pace alla Polonia, all’Europa e al mondo.

Vorrei ringraziare i giovani volontari che durante più fdi un anno hanno lavorato per portare avanti questo e anche ai media grazie tante per aver fatto di questa giornata si vedesse in tutto il mondo. Non posso dimenticare Anna Maria Giacobini, giornalista italiana che ha perso la vita lì improvvisamente, preghiamo anche per lei, che se n’è andata in atto di servizio.

Grazie.

 

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