Omelia di Papa Francesco del 10 giugno 2016 – “Dobbiamo sempre cercare il Signore”

Qual è l’atteggiamento caratteristico del cristiano? Papa Francesco è tornato spesso su questo tema e oggi, 10 giugno 2016, nell’omelia di Santa Marta si è soffermato su tre aspetti in particolare: bisogna essere in piedi, in cammino e in silenzio. Prendendo spunto dalla Prima Lettura (1 Re 19,9a.11-16) il Santo Padre ha affermato che per incontrare il Signore bisogna stare in piedi, come al momento della creazione, così come Dio ci ha creato, a sua immagine, alla sua altezza, entrare in noi stessi e sentire quel ‘filo di un silenzio sonoro’: Lui ci parla lì”. Ma poi bisogna uscire, non rimanere chiusi nel nostro egoismo e portare agli altri il messaggio del Signore.

Questa è la trascrizione:

“Per incontrare Dio è necessario tornare alla situazione in cui l’uomo era al momento della creazione: in piedi e in cammino. Così ci ha creato Dio: alla sua altezza, a sua immagine e somiglianza e in cammino. ‘Vai, vai avanti! Coltiva la terra, falla crescere; e moltiplicatevi…’. ‘Esci!’. Esci e vai al Monte e fermati sul Monte alla mia presenza. Elia si mise in piede. Messo in piedi, esce”.

“Tanto chiasso, tanta maestà, tanto movimento e il Signore non era lì. ‘E dopo il fuoco, il sussurro di una brezza leggera’ o, come è proprio nell’originale, ‘il filo di un silenzio sonoro’. E lì era il Signore. Per incontrare il Signore, bisogna entrare in noi stessi e sentire quel ‘filo di un silenzio sonoro’ e Lui ci parla lì”.

“Dobbiamo sempre cercare il Signore. Tutti noi sappiamo come sono i momenti brutti: momenti che ci tirano giù, momenti senza fede, oscuri, momenti in cui non vediamo l’orizzonte, non siamo capaci di alzarci. Tutti sappiamo questo! Ma è il Signore che viene, ci ristora col pane e con la sua forza e ci dice: ‘Alzati e vai avanti! Cammina!’.  Per incontrare il Signore dobbiamo essere così: in piedi e in cammino. Poi aspettare che Lui ci parli: cuore aperto. E Lui ci dirà: ‘Sono Io’ e lì la fede diviene forte. La fede è per me, per custodirla? No! E’ per andare a darla ad altri, per ungere gli altri, per la missione”.

 

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