Omelia di Papa Francesco del 23 maggio 2016 – “Non esiste un cristiano senza gioia”

Anche nelle sofferenze, il cristiano è un uomo e una donna di gioia: la gioia che viene dal fatto che Dio si ricorda sempre della sua alleanza e dunque Dio si ricorda di noi, ci ama, ci accompagna e ci aspetta. Questo il centro dell’omelia di Papa Francesco nella Messa celebrata oggi, 23 maggio 2016 a Casa Santa Marta. Prendendo spunto dalla Lettura del Vangelo (Mc 10,17-27) il Santo Padre ha esortato a mantenere vivo lo stupore davanti alla rivelazione e non davanti alle ricchezze terrene e dunque non come l’uomo narrato nel Vangelo che al rifiuto di cedere tutti suoi averi per seguire Gesù, “se ne andò scuro in volto e rattristato”. La ricchezza – ha ribadito Papa Francesco – non è un male in senso assoluto, ma lo diventa quando ne siamo schiavi. Manteniamo vivo il nostro stupore davanti alle ricchezze spirituali che Dio ci ha donato e la gioia che ne scaturirà ci aiuterà a vivere in pace anche i momenti di sofferenza.

Questa è la trascrizione:

“Un cristiano è un uomo e una donna di gioia, un uomo e una donna con gioia nel cuore. Non esiste un cristiano senza gioia! ‘Ma, Padre, io ne ho visti tanti!’ – ‘Non sono cristiani! Dicono di esserlo, ma non lo sono! Gli manca qualcosa’. La carta di identità del cristiano è la gioia, la gioia del Vangelo, la gioia di essere stati eletti da Gesù, salvati da Gesù, rigenerati da Gesù; la gioia di quella speranza che Gesù ci aspetta, la gioia che – anche nelle croci e nelle sofferenze di questa vita – si esprime in un altro modo, che è la pace nella sicurezza che Gesù ci accompagna, è con noi”.

“Era attaccato ai beni! Gesù ci aveva detto che non si può servire due padroni: o servi il Signore o servi le ricchezze. Le ricchezze non sono cattive in se stesse: ma servire la ricchezza è quella la cattiveria. Il poveretto se ne è andato triste… ‘Egli si fece scuro in volto e se ne andò rattristato’. Quando nelle nostre parrocchie, nelle nostre comunità, nelle nostre istituzioni troviamo gente che si dice cristiana e vuole essere cristiana ma è triste, qualcosa succede lì che non va. E dobbiamo aiutarli a trovare Gesù, a togliere quella tristezza, perché possa gioire del Vangelo, possa avere questa gioia che è propria del Vangelo”.

“Chiediamo oggi al Signore che ci dia lo stupore davanti a Lui, davanti a tante ricchezze spirituali che ci ha dato; e con questo stupore ci dia la gioia, la gioia della nostra vita e di vivere in pace nel cuore le tante difficoltà; e ci protegga dal cercare la felicità in tante cose che alla fine ci rattristano: promettono tanto, ma non ci daranno niente! Ricordatevi bene: un cristiano è un uomo e una donna di gioia, di gioia nel Signore; un uomo e una donna di stupore”.

 

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