Omelia di Papa Francesco del 17 marzo 2016 – “La speranza non delude”

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 17 marzo 2016 a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalla Lettura del Vangelo (Gv 8,51-59) per sottolineare l’importanza della speranza nella vita del cristiano, una virtù questa che ci sostiene nelle difficoltà della vita e che non delude, mai.

Questa è la trascrizione:

“Oggi la Chiesa ci parla della gioia della speranza. Nella prima preghiera della Messa abbiamo chiesto la grazia a Dio di custodire la speranza della Chiesa, perché non ‘fallisca’. E Paolo, parlando del nostro padre Abramo, ci dice: ‘Credete contro ogni speranza’. Quando non c’è speranza umana, c’è quella virtù che ti porta avanti, umile, semplice, ma ti dà una gioia, delle volte una grande gioia, delle volte soltanto la pace, ma la sicurezza che quella speranza non delude. La speranza non delude”.

“Questo tante volte possiamo dirlo facilmente, ma quando si domanda: ‘Tu hai speranza? Tu hai la gioia della speranza?’ ‘Ma, padre, non capisco, mi spieghi’. La speranza, quella virtù umile, quella virtù che scorre sotto l’acqua della vita, ma che ci sostiene per non annegare nelle tante difficoltà, per non perdere quel desiderio di trovare Dio, di trovare quel volto meraviglioso che tutti vedremo un giorno: la speranza”.

“E’ lo stesso Dio che nella pienezza dei tempi fa che quella promessa divenga realtà per tutti noi. E quello che unisce quel primo momento a quest’ultimo momento è il filo della speranza; e quello che unisce la mia vita cristiana alla nostra vita cristiana, da un momento all’altro, per andare sempre avanti – peccatori, ma avanti – è la speranza; e quello che ci dà pace nei brutti momenti, nei momenti più bui della vita è la speranza. La speranza non delude, è sempre lì: silenziosa, umile, ma forte”.

Gv 8,51-59

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei: «In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno». Gli dissero allora i Giudei: «Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?».

Rispose Gesù: «Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: ”È nostro Dio!”, e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia».

Allora i Giudei gli dissero: «Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?». Rispose loro Gesù: «In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono».

Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

 

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