Omelia di Papa Francesco del 25 febbraio 2016 – Ascoltiamo il povero che bussa alla nostra porta

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 25 febbraio 2016 a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalla Lettura del Vangelo (Lc 16, 19-31) per domandare: riusciamo ad accorgerci dei poveri che incontriamo sulla nostra strada? Riusciamo a capire e a fare nostre le loro necessità? Apparteniamo ad una religione del fare o del dire? Molte volte – ha detto il Papa – chiusi nella nostra bolla di vanità siamo ciechi alle necessità di chi ci sta accanto, dimenticando che nel povero che bussa alla nostra porta, c’è il Signore.

Queste le parole di Papa Francesco:

“Ma era un uomo chiuso, chiuso nel suo piccolo mondo – il mondo dei banchetti, dei vestiti, della vanità, degli amici – un uomo chiuso, proprio in una bolla, lì, di vanità. Non aveva capacità di guardare oltre, soltanto il suo proprio mondo. E quest’uomo non si accorgeva di cosa accadesse fuori del suo mondo chiuso. Non pensava per esempio ai bisogni di tanta gente o alla necessità di compagnia degli ammalati, soltanto pensava a lui, alle sue ricchezze, alla sua buona vita: si dava alla buona vita”.

“Questo è ricco, questo è potente, questo può fare tutto, questo è un prete di carriera, un vescovo di carriera… Quante volte noi… ci viene di nominare la gente con aggettivi, non con nomi, perché non hanno sostanza. Ma io mi domando: ‘Dio che è Padre, non ha avuto misericordia di questo uomo? Non ha bussato al suo cuore per muoverlo?’. Ma sì, era alla porta, era alla porta, nella persona di quel Lazzaro, che sì aveva nome. E quel Lazzaro con i suoi bisogni e le sue miserie, le sue malattie, era proprio il Signore che bussava alla porta, perché quest’uomo aprisse il cuore e la misericordia potesse entrare. Ma no, lui non vedeva, soltanto era chiuso: per lui oltre la porta non c’era niente”.

“’Io sono sulla strada della vita o sulla strada della menzogna? Quante chiusure ho nel mio cuore ancora? Dove è la mia gioia: nel fare o nel dire? Nell’uscire da me stesso per andare incontro agli altri, per aiutare? – Le opere di misericordia, eh! O la mia gioia è avere tutto sistemato, chiuso in me stesso?’. Chiediamo al Signore, mentre pensiamo questo, no, sulla nostra vita, la grazia di vedere sempre i Lazzari che sono alla nostra porta, i Lazzari che bussano al cuore, e uscire da noi stessi con generosità, con atteggiamento di misericordia, perché la misericordia di Dio possa entrare nel nostro cuore!”.

 

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