Omelia di Papa Francesco del 21 gennaio 2016 – “Non uccidere con le chiacchiere per invidia o per gelosia”

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 21 gennaio 2016 a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalla Prima Lettura (1 Sam 18, 6-9: 19,1-7) per riflettere sull’invidia e la gelosia. L’invidia – ha detto il Santo Padre – è un brutto peccato perché il cuore invidioso porta ad uccidere, porta alla morte; per gelosia – ha sottolineato il Papa – si uccide con la lingua, con le chiacchiere e dunque chiediamo al Signore – ha aggiunto – che ci dia la grazia di non far entrare gelosia e invidia nel nostro cuore perché queste sono cose che portano alla morte.

Questa è la trascrizione:

“Cosa brutta è l’invidia! E’ un atteggiamento, è un peccato brutto. E nel cuore la gelosia o l’invidia crescono come cattiva erba: cresce, ma non lascia crescere buon’erba. Tutto quello che gli sembra di fargli ombra, gli fa male. Non è in pace! E’ un cuore tormentato, è un cuore brutto! Ma anche il cuore invidioso – lo abbiamo sentito qui – porta ad uccidere, alla morte. E la Scrittura lo dice chiaramente: per l’invidia del diavolo è entrata la morte nel mondo”.

“E io, pensando e riflettendo su questo passo della Scrittura, invito me stesso e tutti a cercare se nel mio cuore c’è qualcosa di gelosia, c’è qualcosa di invidia, che sempre porta alla morte e non mi fa felice; perché sempre questa malattia di porta a guardare quello che di buono ha l’altro come se fosse contro di te. E questo è un peccato brutto! E’ l’inizio di tante, tante criminalità. Chiediamo al Signore che ci dia la grazia di non aprire il cuore alle gelosie, di non aprire il cuore alle invidie, perché sempre queste cose portano alla morte”.

“L’invidia – secondo l’interpretazione di Pilato, che era molto intelligente, ma codardo! – è quella che ha portato alla morte Gesù. Lo strumento, l’ultimo strumento. Glielo avevano consegnato per invidia. Anche chiedere al Signore la grazia di non consegnare mai, per invidia, alla morte un fratello, una sorella della parrocchia, della comunità, neanche un vicino del quartiere: ognuno ha i suoi peccati, ognuno ha le sue virtù. Sono proprie di ognuno. Guardare il bene e non uccidere con le chiacchiere per invidia o per gelosia”.

 

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