Omelia di Papa Francesco del 15 dicembre 2015 – “Dov’è la mia fiducia?”

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 15 dicembre 2015 a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalla Lettura del Vangelo (Mt 21,28-32) per ribadire ancora una volta che la Chiesa deve essere umile, ma non caratterizzata da una finta umiltà, quella che il papa definisce “da teatro”, no: deve possedere quell’umiltà che ti fa riconoscere di essere peccatore e ti impedisce di giudicare gli altri. La Chiesa non sia attaccata ai soldi – ha continuato il Santo Padre – ma serva i poveri confidando sempre nel Signore.

Questa è la trascrizione:

“Una Chiesa umile, che non si pavoneggi dei poteri, delle grandezze. Umiltà non significa una persona languida, fiacca, che fa gli occhi in bianco… No, questa non è umiltà, questo è teatro! Questo è fare finta di umiltà. L’umiltà ha un primo passo: ‘Io sono peccatore’. Se tu non sei capace di dire a te stesso che sei peccatore e che gli altri sono migliori di te, non sei umile. Il primo passo nella Chiesa umile è sentirsi peccatrice, il primo passo di tutti noi è lo stesso. Se qualcuno di noi ha l’abitudine di guardare i difetti degli altri e chiacchierare sopra non è umile, si crede giudice degli altri”.

“Il nostro diacono, il diacono di questa diocesi, Lorenzo, quando l’imperatore – lui era l’economo della diocesi – gli dice di portare le ricchezze della diocesi, così, pagare qualcosa e non essere ucciso, torna con i poveri. I poveri sono le ricchezze della Chiesa. Se tu hai una banca tua, sei il padrone di una banca ma il tuo cuore è povero, non è attaccato ai soldi, questo è al servizio, sempre. La povertà è questo distacco, per servire ai bisognosi, per servire agli altri”.

“Dov’è la mia fiducia? Nel potere, negli amici, nei soldi? Nel Signore! Questa è l’eredità che ci promette il Signore: ‘Lascerò in mezzo a te un popolo umile e povero, confiderà nel nome del Signore’. Umile perché si sente peccatore; povero perché il suo cuore è attaccato alle ricchezze di Dio e se ne ha è per amministrarle; fiducioso nel Signore perché sa che soltanto il Signore può garantire una cosa che gli faccia bene. E davvero che questi capi sacerdoti ai quali si rivolgeva Gesù non capivano queste cose e Gesù ha dovuto dire loro che una prostituta entrerà prima di loro nel Regno dei Cieli”.

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