Omelia di Papa Francesco del 14 dicembre 2015 – “Dio ci vuole donne e uomini di speranza”

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 14 dicembre 2015 a Casa Santa Marta, prendendo spunto dalla Prima Lettura (Nm 24,2-7. 15-17) ha detto che non dobbiamo lasciarci annientare dai nostri problemi pur grandi che siano, ma guardare più lontano, guidati dalla virtù della speranza. La speranza – ha detto il Santo Padre – è un dono del Signore, ci fa vedere lontano, oltre i nostri problemi e oltre i nostri peccati. Dalla lettura del Vangelo (Mt 21, 23-27) il Papa prende spunto per ribadire, inoltre, che un uomo o una donna di Chiesa non devono essere rigidi, non debbono possedere una rigidità clericale, ma essere sempre consapevoli della grande misericordia di Dio che ci fa credere che oltre tutto, oltre il deserto, c’è l’abbraccio del Padre, il perdono, la salvezza.

Questa è la trascrizione:

“Quando io mi trovo con una persona che ha questa virtù della speranza ed è in un momento brutto della sua vita – sia una malattia sia una preoccupazione per un figlio o una figlia o qualcuno della famiglia sia qualsiasi cosa – ma ha questa virtù, in mezzo al dolore ha l’occhio penetrante, ha la libertà di vedere oltre, sempre oltre. E questa è la speranza. E questa è la profezia che oggi la Chiesa ci dona: ci vuole donne e uomini di speranza, anche in mezzo a dei problemi. La speranza apre orizzonti, la speranza è libera, non è schiava, sempre trova un posto per arrangiare una situazione”.

“Quanto bella è la libertà, la magnanimità, la speranza di un uomo e una donna di Chiesa. Invece, quanto brutta e quanto male fa la rigidità di una donna o di un uomo di Chiesa, la rigidità clericale, che non ha speranza. In quest’Anno della Misericordia, ci sono queste due strade: chi ha speranza nella misericordia di Dio e sa che Dio è Padre; Dio perdona sempre, ma tutto; oltre il deserto c’è l’abbraccio del Padre, il perdono. E, anche, ci sono quelli che si rifugiano nella propria schiavitù, nella propria rigidità, e non sanno nulla della misericordia di Dio. Questi erano dottori, avevano studiato, ma la loro scienza non li ha salvati”.

“E io ho detto: ‘Nonna, lei viene a confessarsi?’. Perché io mi stavo alzando. ‘Sì’. ‘Ma lei non ha peccati’. E lei m’ha detto: ‘Padre, tutti ne abbiamo’. ‘Ma, forse il Signore non li perdona?’. ‘Dio perdona tutto!’, m’ha detto. Dio perdona tutto. ‘E come lo sa?’, ho chiesto. ‘Perché se Dio non perdonasse tutto, il mondo non esisterebbe’. Davanti a queste due persone – il libero, la speranza, quello che ti porta la misericordia di Dio e il chiuso, il legalista, proprio l’egoista, lo schiavo delle proprie rigidità – ricordiamo questa lezione che questa anziana ottantenne – era portoghese – mi ha dato: Dio perdona tutto, soltanto aspetta che tu ti avvicini”.

 

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