“Quante volte abbiamo detto a Gesù: vattene?”. Omelia di Papa Francesco del 1 giugno 2015

Nella Croce si manifesta l’amore di Dio col suo popolo e noi siamo chiamati a fare memoria “di quel seme di amore che Dio ha seminato in noi”. Questo il centro dell’omelia di Papa Francesco nella Messa celebrata oggi, 1 giugno 2105 a Casa Santa Marta. Il Santo Padre ha preso spunto dalla Lettura del Vangelo (Mc 12, 1-12), quella dei vignaioli omicidi, per sottolineare come la storia d’amore di Dio con il suo popolo, che sembra finire in un fallimento con la morte di suo Figlio, l’ultimo inviato, trova invece in Lui il compimento. Gesù, pietra angolare, ci ha salvato attraverso la sua umiliazione e lo scandalo della Croce è diventata la sublimazione dell’amore di Dio per noi. Questa è anche la nostra strada, ha ricordato Papa Francesco, una strada difficile me l’unica da percorrere.

Questa è la trascrizione:

“I profeti, gli uomini di Dio che hanno parlato al popolo, che non sono stati ascoltati, che sono stati scartati, saranno la sua gloria. Il Figlio, l’ultimo inviato, che è stato scartato proprio, giudicato, non ascoltato e ucciso, è diventato la pietra d’angolo. Questa storia, che incomincia con un sogno d’amore, e che sembra essere una storia di amore, ma poi sembra finire in una storia di fallimenti, finisce con il grande amore di Dio, che dello scarto fa la salvezza; il suo Figlio scartato ci salva tutti”.

“La via della nostra redenzione è una strada di tanti fallimenti. Anche l’ultimo, quello della croce, è uno scandalo. Ma proprio lì l’amore vince. E quella storia che incomincia con un sogno d’amore e continua con una storia di fallimenti, finisce nella vittoria dell’amore: la croce di Gesù. Non dobbiamo dimenticare questa strada, è una strada difficile. Anche la nostra! Se ognuno di noi fa un esame di coscienza, vedrà quante volte, quante volte ha cacciato via i profeti. Quante volte ha detto a Gesù: ‘Vattene’, quante volte ha voluto salvare se stesso, quante volte abbiamo pensato che noi eravamo i giusti”.

“Ci farà bene fare memoria, memoria di questa storia di amore che sembra fallita, ma alla fine vince. E’ la storia di fare memoria nella storia della nostra vita, di quel seme di amore che Dio ha seminato in noi e come è andata, e fare lo stesso che ha fatto Gesù a nome nostro: si umiliò”.

 

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