“Apriamo il cuore alla salvezza di Dio, senza condizioni”. Omelia di Papa Francesco del 24 marzo 2015

Non siamo capaci di accettare i tempi e i modi di agire del Signore e subito scivoliamo nella mormorazione: questa è stata la riflessione di Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata a Casa Santa Marta oggi, 24 marzo 2015. Prendendo spunto dalla Prima Lettura (Nm 21, 4-9), il Santo Padre ha sottolineato come il nostro non essere in grado di aprire completamente il nostro cuore alla salvezza di Dio, ci porta a rimanere cristiani a metà. Si guarisce da questo scontento dell’anima – ha detto il papa – soltanto guardando la Croce “guardando Dio che assume i nostri peccati” essendo consapevoli che il nostro peccato è lì e chiedendo la grazia di accettare i momenti difficili, di accettare le vie per le quali il Signore ci porta avanti.

Questa è la trascrizione:

“Anche noi fra i cristiani, quanti, quanti troviamo anche noi, ci troviamo noi un po’ avvelenati per questo scontento della vita. Sì, davvero, Dio è buono, ma cristiani sì, ma… Cristiani sì, ma… Che non finiscono di aprire il cuore alla salvezza di Dio, sempre chiedono condizioni. ‘Sì, ma così!’. ‘Sì, sì, sì, io voglio essere salvato, ma per questa strada’…  Così il cuore diviene avvelenato”.

“Lui stesso prende su di sé il veleno, il peccato e viene innalzato. Questo tepore dell’anima, questo essere cristiani a metà, ‘cristiani sì, ma…’. Questo entusiasmo all’inizio nel cammino del Signore e poi diventare scontenti, soltanto si guarisce guardando la Croce, guardando Dio che assume i nostri peccati: il mio peccato è lì”.

“Guardiamo il serpente, il veleno, lì, nel corpo di Cristo, il veleno di tutti i peccati del mondo e chiediamo la grazia di accettare i momenti difficili. Di accettare lo stile divino di salvezza, di accettare anche questo cibo così leggero del quale si lamentavano gli ebrei, di accettare le cose… Di accettare le vie per le quali il Signore mi porta avanti. Che questa Settimana Santa, che incomincerà domenica, ci aiuti ad uscire da questa tentazione di diventare ‘cristiani sì, ma…’”.

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