“La Parola di Dio è capace di cambiare tutto”. Omelia di Papa Francesco del 18 novembre 2014

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 18 novembre 2014 a casa santa Marta, si è soffermato sul tema della conversione. Ha preso spunto dalla Prima Lettura (Ap 3, 1-6. 14-22) e dal Vangelo (Lc 19, 1-10) per mettere in guardia da un Cristianesimo tiepido, vissuto soltanto nella Messa domenicale, in quella “comodità spirituale” che ci fa ritenere in grazia di Dio. Siamo chiamati a non essere cristiani delle apparenze ma convertirci alla realtà, come ha detto il Santo Padre: “dal tepore al fervore”. Lo Spirito Santo lavora dentro ognuno di noi e riesce a scalfire anche la corazza dei corrotti, come con Zaccheo, a far entrare nella nostra vita la Parola di Dio, che ci trasforma, ci porta gioia e ci chiama alla conversione.

Questa è la trascrizione:

“Io sono di questi cristiani delle apparenze? Sono vivo dentro, ho una vita spirituale? Sento lo Spirito Santo, ascolto lo Spirito Santo, vado avanti, o …? Ma, se tutto appare bene, non ho niente da rimproverarmi: ho una buona famiglia, la gente non sparla di me, ho tutto il necessario, sono sposato in chiesa … sono ‘in grazia di Dio’, sono tranquillo. Le apparenze! Cristiani di apparenza … Sono morti! Ma, cercare qualcosa di vivo dentro e con la memoria e la vigilanza, rinvigorire questo perché vada avanti. Convertirsi: dalle apparenze alla realtà. Dal tepore al fervore”.

“Era uno come tanti dirigenti che noi conosciamo: corrotti. Questi che, invece di servire il popolo, sfruttano il popolo per servire se stessi. Alcuni ci sono, nel mondo. E la gente non lo voleva. Questo, sì, non era tiepido; non era morto. Era in stato di putrefazione. Corrotto, proprio. Ma sentì qualcosa dentro: ma, questo guaritore, questo profeta che dicono che parli tanto bene, io vorrei vederlo, per curiosità. Lo Spirito Santo è furbo, eh! E ha seminato il seme della curiosità, e quell’uomo per vederlo anche fa un po’ il ridicolo. Pensate a un dirigente che sia importante, e anche che sia un corrotto, un capo dei dirigenti – questo era capo – ma, salire su un albero per guardare una processione: ma pensate questo. Che ridicolo!”

“Quando la conversione arriva alle tasche, è sicura. Cristiani di cuore? Sì, tutti. Cristiani di anima? Tutti. Ma, cristiani di tasche, pochi, eh! Pochi. Ma, la conversione … e qui, è arrivata subito: la parola autentica. Si è convertito. Ma davanti a questa parola, l’altra parola, di quelli che non volevano la conversione, che non volevano convertirsi: ‘Vedendo ciò, mormoravano: ‘E’ entrato in casa di un peccatore!’: si è sporcato, ha perso la purezza. Deve purificarsi perché è entrato in casa di un peccatore’”.

 

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