“Stiamo attenti a non diventare cristiani pagani”. Omelia di Papa Francesco del 7 novembre 2014

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 7 novembre 2014 a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalla Prima Lettura (Fil 3, 17 – 4, 1) per parlare dei “cristiani pagani”, quei cristiani, cioè, nemici della Croce di Cristo, come espresso da San Paolo nella sua Lettera ai Filippesi. Oggi come allora, ha detto il Santo Padre ci sono tanti cristiani che vivono da pagani: “pagani con due pennellate di vernice di cristianesimo”. Domandiamoci, ha detto il papa: “Mi piace vantarmi? Mi piacciono i soldi? Mi piace l’orgoglio, la superbia? Dove ho le mie radici, cioè di dove sono cittadino? Nel cielo o sulla terra?”. C’è un segno per riconoscere se stiamo andando verso quella deriva, ha continuato il Santo Padre: se siamo attaccati ai soldi, alla vanità, all’orgoglio, questi ci porteranno alla rovina. E ci si arriva piano piano, un po’ alla volta, come descritto nel Vangelo odierno (Lc 16, 1-8). Non permettiamo al nostro cuore di indebolirsi, rimaniamo saldi nel Signore, ha esortato Papa Francesco: “Saldi nel Signore e nell’esempio della Croce di Cristo: umiltà, povertà, mitezza, servizio agli altri, adorazione, preghiera”.

Questa è la trascrizione:

“Anche oggi ce ne sono tanti! Anche noi dobbiamo stare attenti a non scivolare verso quella strada di cristiani pagani, cristiani nell’apparenza. E la tentazione di abituarsi alla mediocrità, la mediocrità dei cristiani, di questi cristiani, è proprio la loro rovina, perché il cuore si intiepidisce, diventano tiepidi. E ai tiepidi il Signore dice una parola forte: ‘Perché sei tiepido, sto per vomitarti dalla mia bocca’. E’ molto forte! Sono nemici della Croce di Cristo. Prendono il nome, ma non seguono le esigenze della vita cristiana”.

“Mi piace vantarmi? Mi piacciono i soldi? Mi piace l’orgoglio, la superbia? Dove ho le mie radici, cioè di dove sono cittadino? Nel cielo o sulla terra? Nel mondo o nello spirito mondano? La nostra cittadinanza è nei cieli e di là aspettiamo, come Salvatore, il Signore Gesù Cristo. E la loro? La loro sorte finale sarà la perdizione! Questi cristiani verniciati finiranno male… Ma guardate alla fine: dove ti porta quella cittadinanza che tu hai nel tuo cuore? Quella mondana alla rovina, quella della Croce di Cristo all’incontro con Lui”.

“Come è arrivato questo amministratore del Vangelo a questo punto di truffare, di rubare al suo signore? Come è arrivato, da un giorno all’altro? No! Poco a poco. Un giorno una mancia qui, l’altro giorno una tangente là e così poco a poco si arriva alla corruzione. Il cammino della mondanità di questi nemici della Croce di Cristo è così, ti porta alla corruzione! E poi finisce come quest’uomo, no? Apertamente rubando…”

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