“La rivalità e la vanagloria indeboliscono la Chiesa”. Omelia di Papa Francesco del 3 novembre 2014

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 3 novembre 2014 a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalla Prima Lettura (Fil 2, 1-4) per parlare di come la rivalità e la vanagloria finiscano per indebolire la Chiesa. La soluzione, ha detto il Santo Padre, è nelle parole di san Paolo: «ciascuno di voi, con tutta umiltà, consideri gli altri superiori a se stesso» sottolineando come l’ambiente ideale sia quello dell’umiltà e della carità, della concordia nel rispetto delle diverse opinioni. Il tutto nella gratuità, come espresso nel Vangelo di oggi (Lc 14, 12-14), che ci spinge a fare il bene nella Chiesa, ha detto il Santo Padre, senza fare affari, senza aspettarsi qualcosa in cambio.

Questa è la trascrizione:

“E quante volte nelle nostre istituzioni, nella Chiesa, nelle parrocchie, per esempio, nei collegi, troviamo questo, no? La rivalità; il farsi vedere; la vanagloria. Si vede che sono due tarli che mangiano la consistenza della Chiesa, la rendono debole. La rivalità e la vanagloria vanno contro questa armonia, questa concordia. Invece di rivalità e vanagloria, cosa consiglia Paolo? ‘Ma ciascuno di voi, con tutta umiltà’- cosa deve fare con umiltà? – ‘consideri gli altri superiori a se stesso’. Lui sentiva questo, eh? Lui si qualifica ‘non degno di essere chiamato apostolo’, l’ultimo. Anche fortemente si umilia lì. Questo era un suo sentimento: pensare che gli altri erano superiori a lui”.

“Cercare il bene dell’altro. Servire gli altri. Ma questa è la gioia di un vescovo, quando vede la sua Chiesa così: un medesimo sentire, la stessa carità, rimanendo unanimi e concordi. Questa è l’aria che Gesù vuole nella Chiesa. Si possono avere opinioni diverse, va bene, ma sempre dentro quest’aria, quest’atmosfera: di umiltà, carità, senza disprezzare nessuno”.

“E’ brutto, quando nelle istituzioni della Chiesa, di una diocesi, troviamo nelle parrocchie gente che cerca il suo interesse, non il servizio, non l’amore. E questo è quello che Gesù ci dice nel Vangelo: non cercare il proprio interesse, non andare sulla strada del contraccambio, eh? ‘Ma sì, io ti ho fatto questo favore, ma tu mi fai questo’. E, con questa parabola, di invitare a cena quelli che non possono contraccambiare niente. E’ la gratuità. Quando in una Chiesa c’è l’armonia, c’è l’unità, non si cerca il proprio interesse, c’è questo atteggiamento di gratuità. Io faccio il bene, non faccio un affare con il bene”.

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