“Fare l’unità della Chiesa è il compito di ogni cristiano”. Omelia di Papa Francesco del 24 ottobre 2014

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 24 ottobre 2014 a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalla Prima Lettura (Ef 4, 1-6) per parlare dell’unità della Chiesa, compito di ogni cristiano durante la storia. “Non c’è unità senza Gesù” ha detto il Papa, aggiungendo che è lo Spirito Santo a far crescere la Chiesa nell’unità, tra la diversità dei popoli e delle culture. Tutti noi cristiani siamo chiamati ad essere “mattoni deboli” nella costruzione della Chiesa: deboli perché caratterizzati da qualità definite tali secondo il pensiero umano, come l’umiltà, la dolcezza, la magnanimità; dobbiamo farci deboli, seguendo l’esempio di Gesù, e animati dalla speranza di andare verso il Signore.

Questa è la trascrizione:

“Fare l’unità della Chiesa, costruire la Chiesa, questo tempio, questa unità della Chiesa: questo è il compito di ogni cristiano, di ognuno di noi. Quando si deve costruire un tempio, un palazzo si cerca un’area edificabile, preparata per questo. La prima cosa che si fa è cercare la pietra di base, la pietra angolare dice la Bibbia. E la pietra angolare dell’unità della Chiesa o meglio la pietra angolare della Chiesa è Gesù e la pietra angolare dell’unità della Chiesa è la preghiera di Gesù nell’Ultima Cena: ‘Padre, che siano uno!’. E questa è la forza!”

“Umiltà, dolcezza, magnanimità: sono cose deboli, perché l’umile sembra che non serva a niente; la dolcezza, la mitezza sembrano non servire; la magnanimità, l’essere aperto a tutti, avere il cuore grande… E poi dice di più: ‘Sopportandovi a vicenda nell’amore’. Sopportandovi a vicenda nell’amore, avendo a cuore che? Conservare l’unità. E noi diventiamo più pietre forti in questo tempio quanto più deboli ci facciamo con queste virtù dell’umiltà, della magnanimità, della dolcezza, della mitezza”.

“La speranza alla quale noi siamo stati chiamati: la speranza di andare verso il Signore, la speranza di vivere in una Chiesa viva, fatta con pietre vive, con la forza dello Spirito Santo. Soltanto sulla piantina della speranza possiamo andare avanti nell’unità della Chiesa. Siamo stati chiamati ad una speranza grande. Andiamo lì! Ma con la forza che ci dà la preghiera di Gesù per l’unità; con la docilità allo Spirito Santo, che è capace di fare da mattoni pietre vive; e con la speranza di trovare il Signore che ci ha chiamati, trovarlo quando avvenga la pienezza dei tempi”.

 

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