Sinodo sulla Famiglia – Saluto di Papa Francesco ai padri sinodali: “Parlare chiaro e ascoltare con umiltà”

Papa Francesco ha aperto oggi, 6 ottobre 2014, i lavori del Sinodo straordinario dei Vescovi sulla Famiglia, formato da rappresentanti di tutti e 5 i continenti: sono presenti i Capi dei 13 Sinodi dei Vescovi delle Chiese Orientali Cattoliche sui iuris, i Presidenti delle 114 Conferenze Episcopali, i 3 Rappresentanti dell’Unione dei Superiori Generali, i 25 Capi dei Dicasteri della Curia Romana, i 15 Membri del XIII Consiglio Ordinario e i 26 Membri di nomina pontificia. Si aggiungono 8 Delegati fraterni, rappresentanti di Chiese e comunità ecclesiali, 16 Esperti e 38 Uditori, uomini e donne, scelti tra tanti specialisti e persone impegnate nella pastorale familiare. Oltre a ringraziare i padri sinodali, il Santo Padre ha auspicato un comportamento comune basato sulla più completa sincerità: “Una condizione generale di base è questa – ha detto il Papa – parlare chiaro, dire tutto quello che nel Signore si sente di dover dire e ascoltare con umiltà”.

Questo l’appello di Papa Francesco ai padri sinodali:

Voi portate la voce delle Chiese particolari, radunate a livello di Chiese locali mediante le Conferenze Episcopali. La Chiesa universale e le Chiese particolari sono di istituzione divina; le Chiese locali così intese sono di istituzione umana. Questa voce voi la porterete in sinodalità. E’ una grande responsabilità: portare le realtà e le problematiche delle Chiese, per aiutarle a camminare su quella via che è il Vangelo della famiglia.

Una condizione generale di base è questa: parlare chiaro. Nessuno dica: “Questo non si può dire; penserà di me così o così…”. Bisogna dire tutto ciò che si sente con parresia. Dopo l’ultimo Concistoro (febbraio 2014), nel quale si è parlato della famiglia, un Cardinale mi ha scritto dicendo: peccato che alcuni Cardinali non hanno avuto il coraggio di dire alcune cose per rispetto del Papa, ritenendo forse che il Papa pensasse qualcosa di diverso. Questo non va bene, questo non è sinodalità, perché bisogna dire tutto quello che nel Signore si sente di dover dire: senza rispetto umano, senza pavidità. E, al tempo stesso, si deve ascoltare con umiltà e accogliere con cuore aperto quello che dicono i fratelli. Con questi due atteggiamenti si esercita la sinodalità.

Per questo vi domando, per favore, questi atteggiamenti di fratelli nel Signore: parlare con parresia e ascoltare con umiltà.

E fatelo con tanta tranquillità e pace, perché il Sinodo si svolge sempre cum Petro et sub Petro, e la presenza del Papa è garanzia per tutti e custodia della fede.

Qui è possibile trovare il discorso integrale.

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