“Tu con Lui! Facendo la stessa strada”. Omelia di Papa Francesco del 26 settembre 2014

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 26 settembre 2014 a Casa Santa Marta ha preso spunto dalla Lettura del Vangelo (Lc 9, 18-22) per parlare di come il Signore ci prepara passo passo ad accompagnarlo con le nostre croci a comprendere il Mistero di Dio. L’identità cristiana non può prescindere dalla Croce, non è una vita spirituale, ha detto il Santo Padre, che ha ribadito: “Non si può capire Gesù Cristo Redentore senza la Croce”. Custodiamo anche noi, come ha fatto Lui, la nostra identità cristiana, ricordando sempre che essa non è un merito, “è un cammino spirituale di perfezione, è pura grazia”.

Questa è la trascrizione:

“Il Figlio dell’uomo, cioè il Messia, l’Unto – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e degli scribi, venire ucciso e risorgere. Questa è la strada della vostra liberazione. Questa è la strada del Messia, del Giusto: la Passione, la Croce. E a loro spiega la sua identità. Loro non vogliono capire e nel brano di Matteo si vede come Pietro rifiuta questo: ‘No! No! Signore…’. Ma incomincia ad aprire il mistero della sua propria identità: ‘Sì, io sono il Figlio di Dio. Ma questo è il mio cammino: devo andare in questa strada di sofferenza’”.

“E’ tanto l’amore di Dio, è tanto brutto il peccato, che Lui ci salva così: con questa identità nella Croce. Non si può capire Gesù Cristo Redentore senza la Croce: non si può capire! Possiamo arrivare fino a pensare che è un gran profeta, fa cose buone, è un santo. Ma il Cristo Redentore senza la Croce non lo si può capire. Ma i cuori dei discepoli, i cuori della gente non erano preparati per capirlo. Non avevano capito le Profezie, non avevano capito che Lui era proprio l’Agnello per il sacrificio. Non era preparata”.

“Ci prepara ad essere dei cirenei per aiutarlo a portare la Croce. E la nostra vita cristiana senza questo non è cristiana. E’ una vita spirituale, buona… ‘Gesù è il grande profeta, anche ci ha salvato. Ma Lui e io no…’. No, tu con Lui! Facendo la stessa strada. Anche la nostra identità di cristiani deve essere custodita e non credere che essere cristiani è un merito, è un cammino spirituale di perfezione. Non è un merito, è pura grazia.”

 

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