“Il cristiano deve essere necessariamente misericordioso perché questo è il centro del Vangelo”. Udienza Generale di Papa Francesco del 10 settembre 2014

Papa Francesco, nell’Udienza Generale di oggi, 10 settembre 2014, ha continuato le sue catechesi sulla Chiesa parlando del modo con il quale ci insegna le opere di misericordia. L’essenziale del Vangelo è la misericordia, ha sottolineato il Santo Padre, e il cristiano deve essere necessariamente misericordioso perché questo è il centro del Vangelo. “La Chiesa – ha detto il Papa – si comporta come Gesù. Non fa lezioni teoriche sull’amore, sulla misericordia; insegna con l’esempio, e le parole servono ad illuminare il significato dei suoi gesti”. E l’esempio arriva anche da tanti papà e mamme e su questo ha raccontato un aneddoto riferito alla sua precedente esperienza di pastore della diocesi di Buenos Aires: una storia tutta da ascoltare e da fare propria. Come bello è stato il ricordo dell’opera della beata Madre Teresa, vicina ai moribondi che prelevava dalla strada e portava in casa perché morissero puliti, tranquilli, accarezzati e in pace.

Questo è il filmato dell’Udienza; la catechesi inizia al minuto 26:08 :

Queste le parole di Papa Francesco:

Cari fratelli e sorelle,

buongiorno

nel nostro itinerario di catechesi sulla Chiesa, ci stiamo soffermando a considerare che la Chiesa è madre. La volta scorsa abbiamo sottolineato come la Chiesa ci fa crescere e, con la luce e la forza della Parola di Dio, ci indica la strada della salvezza, e ci difende dal male. Oggi vorrei sottolineare un aspetto particolare di questa azione educativa della nostra madre Chiesa, cioè come essa ci insegna le opere di misericordia.

Un buon educatore punta all’essenziale. Non si perde nei dettagli, ma vuole trasmettere ciò che veramente conta perché il figlio o l’allievo trovi il senso e la gioia di vivere. È la verità. E l’essenziale, secondo il Vangelo, è la misericordia. L’essenziale del Vangelo è la misericordia. Dio ha inviato suo figlio, Dio si è fatto uomo per salvarci cioè per darci la sua misericordia. Lo dice chiaramente Gesù, riassumendo il suo insegnamento per i discepoli: «Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso» (Lc 6,36). Può esistere un cristiano che non sia misericordioso? No, il cristiano deve essere necessariamente misericordioso perché questo è il centro del Vangelo. Fedele a questo insegnamento, la Chiesa non può che ripetere la stessa cosa ai suoi figli: «Siate misericordiosi», come lo è il Padre, e come lo è stato Gesù. Misericordia.

E allora la Chiesa si comporta come Gesù. Non fa lezioni teoriche sull’amore, sulla misericordia. Non diffonde nel mondo una filosofia, una via di saggezza. Certo, il Cristianesimo è anche tutto questo, ma per conseguenza, di riflesso. La madre Chiesa, come Gesù, insegna con l’esempio, e le parole servono ad illuminare il significato dei suoi gesti.

La madre Chiesa ci insegna a dare da mangiare e da bere a chi ha fame e sete, a vestire chi è nudo. E come lo fa? Lo fa con l’esempio di tanti santi e sante che hanno fatto questo in modo esemplare; ma lo fa anche con l’esempio di tantissimi papà e mamme, che insegnano ai loro figli che ciò che avanza a noi è per chi manca del necessario. È importante sapere questo. Nelle famiglie cristiane più semplici è sempre stata sacra la regola dell’ospitalità: non manca mai un piatto e un letto per chi ne ha bisogno.

Una volta una mamma mi raccontava, nell’altra diocesi, che voleva insegnare questo ai suoi figli e gli diceva di aiutare e dare da mangiare a chi aveva fame; ne aveva tre e un giorno a pranzo – il papà era fuori al lavoro – era lei con i tre figli: piccolini, sette cinque e quattro anni più o meno; bussano alla porta e c’era un signore che chiedeva da mangiare e la mamma ha detto: “aspetta un attimo”, è rientrata e ha detto ai figli: “c’è un signore lì che chiede da mangiare, cosa facciamo?” risposero: “gli diamo mamma, gli diamo”; ognuno aveva sul piatto una bistecca con le patate fritte, allora disse: “prendiamo la metà di ciascuno di voi e la diamo a lui”; risposero: “no, mamma, così non va”; rispose: “è così, tu devi dare dal tuo”; e così questa mamma ha insegnato ai figli a dare da mangiare del proprio. Questo è un bell’esempio che mi ha aiutato tanto. ‘Ma, non mi avanza niente…” “Dai del tuo!”. Così ci insegna la madre Chiesa. E voi, tante mamme che siete qui, sapete cosa dovete fare per insegnare ai vostri figli perché loro condividano le loro cose con chi ha bisogno.

La madre Chiesa insegna a stare vicino a chi è malato. Quanti santi e sante hanno servito Gesù in questo modo! E quanti semplici uomini e donne, ogni giorno, mettono in pratica quest’opera di misericordia in una stanza di ospedale, o di una casa di riposo, o nella propria casa, assistendo una persona malata.

La madre Chiesa insegna a stare vicino a chi è in carcere. “Ma padre, no, è pericoloso questo, è gente cattiva” Ognuno di noi è capace di fare le stesse cose che ha fatto quell’uomo o quella donna che è in carcere; tutti abbiamo la capacità di peccare e di fare lo stesso, di sbagliare nella vita, non è più cattivo di te o di me! La misericordia della madre Chiesa supera ogni muro, ogni barriera, e ti porta a cercare sempre il volto dell’uomo, della persona. Ed è la misericordia che cambia il cuore e la vita, che può rigenerare una persona e permetterle di inserirsi in modo nuovo nella società.

La madre Chiesa insegna a stare vicino a chi è abbandonato e muore solo. E’ ciò che ha fatto la beata Teresa per le strade di Calcutta; è ciò che hanno fatto e fanno tanti cristiani che non hanno paura di stringere la mano a chi sta per lasciare questo mondo. E anche qui, la misericordia dona la pace a chi parte e a chi resta, facendoci sentire che Dio è più grande della morte, e che rimanendo in Lui anche l’ultimo distacco è un “arrivederci”. Lo aveva capito bene la beata Teresa; le dicevano “madre, questo è perdere tempo”, trovava gente moribonda in strada, gente alla quale i topi cominciavano a mangiare parti del loro corpo e lei li portava in casa perché morissero puliti, tranquilli, accarezzati, in pace. Lei gli dava l’arrivederci. E questi aspettano tutte queste persone che come lei fanno questo servizio, lì alla porta, per aprirgli la Porta del Cielo. Aiutare la gente a morire bene, in pace.

Cari fratelli e sorelle, così la Chiesa è madre, insegnando ai suoi figli le opere di misericordia. Lei ha imparato da Gesù questa via, ha imparato che questo è l’essenziale per la salvezza. Non basta amare chi ci ama – Gesù dice che questo lo fanno i pagani – non basta fare il bene a chi ci fa del bene. Per cambiare il mondo in meglio bisogna fare del bene a chi non è in grado di ricambiarci, come ha fatto il Padre con noi, donandoci Gesù. Ma quanto abbiamo pagato noi per la nostra redenzione? Niente, è tutto gratuito! Fare il bene senza aspettare qualcosa in cambio, così come ha fatto il Padre con noi e noi dobbiamo fare lo stesso! Fai il bene e vai avanti.

Che bello è vivere nella Chiesa, nella nostra madre Chiesa che ci insegna queste cose che ci ha insegnato Gesù.

Ringraziamo il Signore, che ci dà la grazia di avere come madre la Chiesa, lei ci insegna la via della misericordia che è la via della vita.

Ringraziamo il Signore.

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