“Essere Chiesa è sentirsi nelle mani di Dio che è Padre e ci ama, ci accarezza, ci aspetta e ci fa sentire la Sua tenerezza”. Udienza Generale di Papa Francesco del 18 giugno 2014

Papa Francesco, nell’Udienza Generale di oggi, 18 giugno 2014, ha cominciato una serie di catechesi sulla Chiesa, una famiglia che non è ristretta ai sacerdoti, ai vescovi, al Vaticano, ma che si apre a tutta l’umanità. Una realtà che non è nata in laboratorio, ma dall’intervento diretto di Dio nella nostra storia, fin dalla chiamata di Abramo che si è messo in cammino fidandosi della Parola del Signore, fidandosi del Suo amore; e all’interno di questo popolo in cammino è nato Gesù. Non sono mancate, nella storia e neanche oggi, resistenze e tentazione di mercanteggiare con Dio e risolvere le cose a modo nostro ma Dio non si stanca, ha pazienza, e nel tempo continua a educare e a formare il suo popolo, come un padre con il proprio figlio.

Questo è il filmato integrale dell’Udienza; la catechesi del Santo Padre inizia al minuto 26:13:

Dal Libro della Genesi:

Il Signore disse ad Abramo:

“Vattene dalla tua terra,
dalla tua parentela
e dalla casa di tuo padre,
verso la terra che io ti indicherò.
Farò di te una grande nazione
e ti benedirò,
renderò grande il tuo nome
e possa tu essere una benedizione.
Benedirò coloro che ti benediranno
e coloro che ti malediranno maledirò,
e in te si diranno benedette
tutte le famiglie della terra”.

Queste le parole di Papa Francesco:

Cari fratelli e sorelle, buon giorno!

E complimenti a voi perché siete stati bravi con questo tempo che non si sa se viene l’acqua se non viene l’acqua, bravi! Avanti! Speriamo di finire l’Udienza senza acqua, che il Signore abbia pietà di noi.
Oggi comincio un ciclo di catechesi sulla Chiesa. E’ un po’ come un figlio che parla della propria madre, della propria famiglia. Parlare della Chiesa è parlare della nostra Madre, della nostra famiglia.La Chiesa infatti non è un’istituzione finalizzata a se stessa o un’associazione privata, una ONG, né tanto meno si deve restringere lo sguardo al clero o al Vaticano. La Chiesa siamo tutti, i preti sono parte della Chiesa, ma la Chiesa siamo tutti, non restringerla ai sacerdoti, ai vescovi, al Vaticano, questi sono parte della Chiesa, la Chiesa siamo tutti, tutti famiglia, tutti parte della Madre. La Chiesa è una realtà molto più ampia, che si apre a tutta l’umanità e che non nasce in un laboratorio, la Chiesa non è nata in un laboratorio, non è nata improvvisamente, è fondata da Gesù ma è un popolo con una storia lunga alle spalle e una preparazione che ha inizio molto prima di Cristo stesso.

Questa storia, o “preistoria”, della Chiesa si trova già nelle pagine dell’Antico Testamento. Abbiamo sentito il Libro della Genesi: Dio scelse Abramo, nostro padre nella fede, e gli chiese di partire, di lasciare la sua patria terrena e andare verso un’altra terra, che Lui gli avrebbe indicato (Gen 12,1-9). E in questa vocazione Dio non chiama Abramo da solo, come individuo, ma coinvolge fin dall’inizio la sua famiglia, la sua parentela e tutti coloro che sono a servizio della sua casa. Una volta in cammino, così cominciò a camminare la Chiesa, poi, Dio allargherà ancora l’orizzonte e ricolmerà Abramo della sua benedizione, promettendogli una discendenza numerosa come le stelle del cielo e come la sabbia sulla riva del mare. Il primo dato importante è proprio questo: cominciando da Abramo Dio forma un popolo perché porti la sua benedizione a tutte le famiglie della terra. E all’interno di questo popolo nasce Gesù. È Dio che fa questo popolo, questa storia, la Chiesa in cammino e lì nasce Gesù, in questo popolo.

Un secondo elemento: non è Abramo a costituire attorno a sé un popolo, ma è lo stesso Dio a dare vita a questo popolo. Di solito era l’uomo a rivolgersi alla divinità, cercando di colmare la distanza e invocando sostegno e protezione. La gente pregava gli dei, le divinità. In questo caso, invece, si assiste a qualcosa di inaudito: è Dio stesso a prendere l’iniziativa, ascoltiamo con attenzione: è Dio stesso che bussa alla porta di Abramo e gli dice vai avanti, vattene dalla tua terra, comincia a camminare e io farò di te un grande popolo e questo è l’inizio della Chiesa e in questo popolo nasce Gesù. Dio prende l’iniziativa e rivolge la sua parola all’uomo, creando un legame e una relazione nuova con lui. Uno potrebbe chiedersi: ‘Dio ci parla e noi possiamo parlare a Dio, ma noi possiamo avere una conversazione con Dio?’ Sì, questo si chiama preghiera ed è Dio che ha fatto questo.Così Dio forma un popolo con tutti coloro che ascoltano la sua Parola e che si mettono in cammino, fidandosi di Lui. Questa è l’unica condizione: fidarsi di Dio. Se tu ti fidi di Dio, l’ascolti e ti metti in cammino: questo è fare Chiesa! L’amore di Dio precede tutto. Dio arriva sempre prima di noi. Il profeta Isaia diceva che Dio è come il fiore del mandorlo perché è il primo albero che fiorisce nella primavera, per dire che Dio sempre fiorisce prima di noi, quando noi arriviamo Lui ci aspetta, Lui ci chiama, Lui ci fa camminare sempre in anticipo su noi, e questo si chiama amore perché Dio ci aspetta sempre. Uno potrebbe dire: ‘Ma padre io non credo questo perché se lei sapesse la mia vita è stata tanto brutta, come posso pensare che Dio mi aspetta?’ Dio ti aspetta e se sei stato un peccatore grosso ti aspetta di più e ti aspetta con tanto amore perché Lui è primo; è questa la bellezza della Chiesa: che ci porta a questo Dio che ci aspetta!

Abramo e i suoi ascoltano la chiamata di Dio e si mettono in cammino, nonostante non sappiano bene chi sia questo Dio e dove li voglia condurre. Abramo si mette in cammino di questo Dio che gli ha parlato ma non aveva un libro di teologia per studiare cosa fosse questo Dio, si fida! Si fida dell’amore; Dio gli fa sentire l’amore e lui si fida. Questo però non significa che questa gente sia sempre convinta e fedele, anzi, fin dall’inizio ci sono le resistenze, il ripiegamento su sé stessi e sui propri interessi e la tentazione di mercanteggiare con Dio e risolvere le cose a modo proprio. Questi sono i tradimenti e i peccati che segnano il cammino del popolo lungo tutta la storia della salvezza, che è la storia della fedeltà di Dio e dell’infedeltà del popolo. Dio, però, non si stanca, Dio ha pazienza, tanta pazienza, e nel tempo continua a educare e a formare il suo popolo, come un padre con il proprio figlio. Dio cammina con noi. Il profeta Osea dice: “Io ho camminato con te e ti ho insegnato a camminare come un papà insegna a camminare a un bambino”, bella figura di Dio! E così è con noi, ci insegna ad andare. Ed è lo stesso atteggiamento che mantiene nei confronti della Chiesa. Anche noi infatti, pur nel nostro proposito di seguire il Signore Gesù, facciamo esperienza ogni giorno dell’egoismo e della durezza del nostro cuore. Quando però ci riconosciamo peccatori, Dio ci riempie della sua misericordia e del suo amore. E ci perdona, ci perdona sempre.Ed è proprio questo che ci fa crescere come popolo di Dio, come Chiesa: non è la nostra bravura, non sono i nostri meriti, siamo poca cosa noi, non è quello, ma è l’esperienza quotidiana di quanto il Signore ci vuole bene e si prende cura di noi. È questo che ci fa sentire davvero suoi, nelle sue mani, e ci fa crescere nella comunione con Lui e tra di noi. Essere Chiesa è sentirsi nelle mani di Dio che è Padre e ci ama, ci accarezza, ci aspetta, ci fa sentire la Sua tenerezza. E questo è molto bello.

Cari amici, questo è il progetto di Dio (quando ha chiamato Abramo pensava a questo): formare un popolo benedetto dal suo amore e che porti la sua benedizione a tutti i popoli della terra. Questo progetto non muta, è sempre in atto. In Cristo ha avuto il suo compimento e ancora oggi Dio continua a realizzarlo nella Chiesa. Chiediamo allora la grazia di rimanere fedeli alla sequela del Signore Gesù e all’ascolto della sua Parola, pronti a partire ogni giorno, come Abramo, verso la terra di Dio e dell’uomo, la nostra vera patria, e così diventare benedizione, segno dell’amore di Dio per tutti i suoi figli. A me piace pensare un altro nome che possiamo avere noi come cristiani: gente che benedice, il cristiano con la sua vita deve benedire sempre, benedire Dio e benedire anche tutti noi. Noi cristiani siamo gente che benedice! Che sa benedire! È una bella vocazione questa.

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