“Nessuno può portare dall’altra parte i soldi, il potere, la vanità o l’orgoglio, ma solo l’amore che Dio Padre ci dà e quello che abbiamo fatto per gli altri”. Udienza Generale di Papa Francesco del 11 giugno 2014

Papa Francesco, nell’Udienza Generale di oggi, 11 giugno 2014, in piazza San Pietro, ha terminato le sue catechesi sui doni dello Spirito Santo e dopo la sapienza, l’intelletto, il consiglio , la fortezza , scienza, e la pietà, ha parlato del timore di Dio. Da non confondere, ha detto il Santo Padre, con la paura di Dio: il timore di Dio ci ricorda di quanto siamo piccoli di fronte a Lui e ci spinge ad abbandonarci nella bontà del nostro Padre, che ci ama infinitamente, come un papà ama il figlio. Ci fa sentire bambini nelle braccia del nostro papà. Ma il dono del timore di Dio, ha sottolineato Papa Francesco, è anche un allarme di fronte alla pertinacia nel peccato: “quando una persona vive nel male, quando bestemmia contro Dio, quando sfrutta gli altri, quando li tiranneggia, quando vive soltanto per i soldi, per la vanità o il potere o l’orgoglio, allora il santo timore di Dio ci mette in allerta”. Non possiamo portare dall’altra parte nessuna di queste cose mondane, ma solo l’amore che Dio Padre ci dà e quello che abbiamo fatto per gli altri.

Dal Salmo 33:

Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.

Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

Questo è il video integrale dell’Udienza, la catechesi del Santo Padre inizia al minuto 31:56:

Queste le parole di Papa Francesco:

Cari fratelli e sorelle, buon giorno!
Il dono del timore di Dio, di cui parliamo oggi, conclude la serie dei sette doni dello Spirito Santo. Non significa avere paura di Dio, no, non è quello. Sappiamo bene che Dio è Padre, che ci ama e vuole la nostra salvezza, e sempre perdona, sempre, per cui non c’è motivo di avere paura di Lui! Il timore di Dio, invece, è il dono dello Spirito che ci ricorda quanto siamo piccoli di fronte a Dio e al suo amore e che il nostro bene sta nell’abbandonarci con umiltà, con rispetto e fiducia nelle sue mani. Questo è il timore di Dio, questo abbandono nella bontà del nostro Padre che ci vuole tanto bene.
Quando lo Spirito Santo prende dimora nel nostro cuore, ci infonde consolazione e pace, e ci porta a sentirci così come siamo, cioè piccoli, con quell’atteggiamento – tanto raccomandato da Gesù nel Vangelo – di chi ripone tutte le sue preoccupazioni e le sue attese in Dio e si sente avvolto e sostenuto dal suo calore e dalla sua protezione, proprio come un bambino con il suo papà! E questo sentimento è quello che lo Spirito Santo fa nei nostri cuori: ci fa sentire come bambini nelle braccia del nostro papà.In questo senso, allora, comprendiamo bene come il timore di Dio venga ad assumere in noi la forma della docilità, della riconoscenza e della lode, ricolmando il nostro cuore di speranza. Tante volte, infatti, non riusciamo a cogliere il disegno di Dio, e ci accorgiamo che non siamo capaci di assicurarci da noi stessi la felicità e la vita eterna. È proprio nell’esperienza dei nostri limiti e della nostra povertà, però, che lo Spirito ci conforta e ci fa percepire come l’unica cosa importante sia lasciarci condurre da Gesù fra le braccia del suo Padre.
Ecco perché abbiamo tanto bisogno di questo dono dello Spirito Santo. Il timore di Dio ci fa prendere coscienza che tutto viene dalla grazia e che la nostra vera forza sta unicamente nel seguire il Signore Gesù e nel lasciare che il Padre possa riversare su di noi la sua bontà e la sua misericordia. Aprire il cuore perché la bontà e la misericordia di Dio venga a noi. Questo fa lo Spirito Santo con il dono del timore di Dio: apre i cuori. Cuore aperto perché il perdono, la misericordia, la bontà, le carezze del Padre vengano a noi, perché noi siamo figli infinitamente amati.
Quando siamo pervasi dal timore di Dio, allora siamo portati a seguire il Signore con umiltà, docilità e obbedienza. Questo, però, non con un atteggiamento rassegnato e passivo, anche lamentoso ma con lo stupore della gioia, la gioia di un figlio che si riconosce servito e amato dal Padre. Il timore di Dio, quindi, non fa di noi dei cristiani timidi, remissivi, ma genera in noi coraggio e forza! È un dono che fa di noi dei cristiani convinti, entusiasti, che non restano sottomessi al Signore per paura, ma perché sono commossi e conquistati dal suo amore! Essere conquistati dall’amore di Dio: questa è una cosa bella! Lasciarsi conquistare da questo amore di papà! Ci ama tanto, ci ama con tutto il Suo cuore.
Ma, stiamo attenti eh? Perché il dono del timore di Dio è anche un “allarme” di fronte alla pertinacia nel peccato. Quando una persona vive nel male, quando bestemmia contro Dio, quando sfrutta gli altri, quando li tiranneggia, quando vive soltanto per i soldi, per la vanità o il potere o l’orgoglio, allora il santo timore di Dio ci mette in allerta: attenzione! Con tutto questo potere, con tutti questi soldi, con tutto il tuo orgoglio, con tutta la tua vanità, non sarai felice. Nessuno può portare con se, dall’altra parte, né i soldi né il potere, né la vanità, né l’orgoglio, niente! Soltanto possiamo portare l’amore che Dio Padre ci dà, le carezze di Dio accettate e ricevute da noi con amore, e possiamo portare quello che abbiamo fatto per gli altri, Attenzione eh! Non mettere speranza nei soldi, nell’orgoglio, nel potere, nella vanità. Queste cose non possono prometterci niente!
Penso per esempio alle persone che hanno responsabilità sugli altri e si lasciano corrompere; ma voi pensate che una persona corrotta sarà felice dall’altra parte? No! Tutto il frutto della sua corruzione ha corrotto il suo cuore e sarà difficile andare dal Signore. Penso a coloro che vivono della tratta di persone e del lavoro schiavo: voi pensate che questa gente ha nel suo cuore l’amore di Dio? Uno che tratta le persone, uno che sfrutta le persone con il lavoro schiavo? No, non hanno timore di Dio! E non sono felici. Penso a coloro che fabbricano armi per fomentare le guerre: ma pensate, che mestiere è questo; sono sicuro che se io faccio adesso la domanda: ‘quanti di voi siete fabbricatori di armi?’ Nessuno! Nessuno! Perché questi non vengono a sentire la Parola di Dio. Questi fabbricano la morte, sono mercanti di morte e fanno questa mercanzia di morte. Che il timore di Dio faccia loro comprendere che un giorno tutto finisce e che dovranno rendere conto a Dio.
Cari amici, il Salmo 34 ci fa pregare così: «Questo povero grida e il Signore lo ascolta, lo salva da tutte le sue angosce. L’angelo del Signore si accampa attorno a quelli che lo temono, e li libera» (vv. 7-8). Chiediamo al Signore la grazia di unire la nostra voce a quella dei poveri, per accogliere il dono del timore di Dio e poterci riconoscere, insieme a loro, rivestiti della misericordia e dell’amore di Dio, che è il nostro padre, il nostro papà. Così sia!

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