“Le Beatitudini: il programma di santità”. Omelia di Papa Francesco del 9 giugno 2014

Nelle beatitudini troviamo la risposta alla domanda: “Come si fa per diventare un buon cristiano?”. Questo è quanto affermato oggi da Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 9 giugno 2014, a Casa Santa Marta. Le indicazioni di Gesù, presenti nel Vangelo di oggi (Mt 5, 1-12), sono in contrapposizione con quello che il mondo ci offre, ha detto il Santo Padre: quando il cuore è ricco e soddisfatto di se stesso, non ha posto per la Parola di Dio. Beati quelli che lottano per la giustizia, ha continuato il Papa, perché è facile entrare nel mondo della corruzione, in quel modo di fare politica che entra nell’affarismo. E poi, Beati i misericordiosi, quelli che capiscono gli errori degli altri e che perdonano. Le Beatitudini, ha detto Papa Francesco, sono “il programma di vita che ci propone Gesù; tanto semplice, ma tanto difficile”. Ci sono altre indicazioni che Gesù ci ha dato, presenti in un altro brano del Vangelo di Matteo che il Santo Padre ama citare spesso (Matteo 25, 31-46), il “protocollo sul quale noi saremo giudicati”: con le Beatitudini e Matteo 25 – ha concluso Papa Francesco -“si può vivere la vita cristiana a livello di santità”.

Questa è la trascrizione:

“Ma il mondo ci dice: la gioia, la felicità, il divertimento, quello è il bello della vita. E ignora, guarda da un’altra parte, quando ci sono problemi di malattia, problemi di dolore nella famiglia. Il mondo non vuole piangere, preferisce ignorare le situazioni dolorose, coprirle. Soltanto la persona che vede le cose come sono, e piange nel suo cuore, è felice e sarà consolata. La consolazione di Gesù, non quella del mondo. Beati i miti in questo mondo che dall’inizio è un mondo di guerre, un mondo dove dappertutto si litiga, dove dappertutto c’è l’odio. E Gesù dice: niente guerre, niente odio, pace, mitezza”.

“Beati quelli che perdonano, misericordiosi. Perché tutti noi siamo un esercito di perdonati! Tutti noi siamo stati perdonati. E per questo è beato quello che va per questa strada del perdono. Beati i puri di cuore, che hanno un cuore semplice, puro, senza sporcizie, un cuore che sa amare con quella purità tanto bella. Beati gli operatori di pace. Ma, è tanto comune da noi essere operatori di guerre o almeno operatori di malintesi! Quando io sento una cosa da questo e vado da quello e la dico e anche faccio una seconda edizione un po’ allargata e la riporto… Il mondo delle chiacchiere. Questa gente che chiacchiera, non fa pace, sono nemici della pace. Non sono beati”.

“Poche parole, semplici parole, ma pratiche a tutti, perché il cristianesimo è una religione pratica: non è per pensarla, è per praticarla, per farla. Oggi, se voi avete un po’ di tempo a casa, prendete il Vangelo, il Vangelo di Matteo, capitolo quinto, all’inizio ci sono queste Beatitudini; capitolo 25, ci sono le altre. E vi farà bene leggerlo una volta, due volte, tre volte. Ma leggere questo, che è il programma di santità. Che il Signore ci dia la grazia di capire questo suo messaggio”.

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