“La Chiesa non è una casa da affittare”. Omelia di Papa Francesco del 5 giugno 2014

Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata oggi, 5 giugno 2014, a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalla Lettura del Vangelo (Gv 17,21) per parlare dell’unità nella Chiesa. Ci sono molti, ha detto il Santo Padre, che preferiscono non sentire la Chiesa come la loro casa, ma starci solo con un piede, quasi che fossero “in affitto”. E ha descritto tre diversi gruppi di queste persone che pretendono di chiamarsi cristiani: gli uniformisti, gli alternativisti e i vantaggisti. I primi sono allontanati dalla Chiesa dal loro atteggiamento rigido, i secondi pretendono di entrare nella Chiesa con le loro idee alternative e gli ultimi sono quelli che cercano vantaggi personali, che nella Chiesa svolgono i loro affari. La Chiesa, ha sottolineato Papa Francesco, “non è una casa da affittare, ma una casa per vivere, come madre propria”. Dobbiamo essere docili allo Spirito Santo, ha concluso il Santo Padre, per non entrare a far parte di uno di questi tre gruppi.

Questa è la trascrizione:

“L’uniformità. La rigidità. Sono rigidi! Non hanno quella libertà che dà lo Spirito Santo. E fanno confusione fra quello che Gesù ha predicato nel Vangelo con la loro dottrina, la loro dottrina di uguaglianza. E Gesù mai ha voluto che la sua Chiesa fosse così rigida. Mai. E questi, per tale atteggiamento, non entrano nella Chiesa. Si dicono cristiani, si dicono cattolici, ma il loro atteggiamento rigido li allontana dalla Chiesa”.

“Io entro nella Chiesa, ma con questa idea, con questa ideologia. E così la loro appartenenza alla Chiesa è parziale. Anche questi hanno un piede fuori della Chiesa. Anche per questi la Chiesa non è casa loro, non è propria. Affittano la Chiesa ad un certo punto. Al principio della predicazione evangelica ce n’erano! Pensiamo agli gnostici, che l’Apostolo Giovanni bastona tanto forte, no? ‘Siamo… sì, sì… siamo cattolici, ma con queste idee’. Un’alternativa. Non condividono quel sentire proprio della Chiesa”.

“Gli affaristi. Li conosciamo bene! Ma dal principio ce n’erano. Pensiamo a Simone il Mago, pensiamo ad Anania e a Saffira. Questi approfittavano della Chiesa per il proprio profitto. E li abbiamo visti nelle comunità parrocchiali o diocesane, nelle congregazioni religiose, alcuni benefattori della Chiesa, tanti, eh! Si pavoneggiavano di essere proprio benefattori e alla fine, dietro il tavolo, facevano i loro affari. E questi, anche, non sentono la Chiesa come madre, come propria. E Gesù dice: ‘No! La Chiesa non è rigida, una, sola: la Chiesa è libera!’”.

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