“Il dono di pietà ci fa essere in pace con Dio e al servizio degli altri con mitezza”. Udienza Generale di Papa Francesco del 4 giugno 2014

Papa Francesco, nell’Udienza Generale di oggi, 4 giugno 2014, in piazza San Pietro ha continuato le sue catechesi sui doni dello Spirito Santo e dopo la sapienza, l’intelletto, il consiglio , la fortezza e la scienza, ha parlato del dono della pietà. Questa non va confusa con il sentimento di compassione, ha detto il Santo Padre: indica infatti la nostra appartenenza a Dio, di affidamento totale, filiale; ci permette di pregarlo con amore e semplicità. E questo amore, ha continuato il Papa, va riversato sul prossimo, ma senza pietismo, senza fare quella che Papa Francesco ama definire una ‘faccia da immaginetta’, senza fare finta di essere come un santo; dobbiamo essere capaci di “gioire con chi è nella gioia, di piangere con chi piange, di stare vicini a chi è solo o angosciato, di correggere chi è nell’errore, di consolare chi è afflitto, di accogliere e soccorrere chi è nel bisogno”. E sempre, ha concluso Papa Francesco, con il sorriso che lo Spirito Santo sempre ci dà nella gioia.

Questo è il filmato integrale dell’Udienza; la catechesi del Santo Padre inizia al minuto 37:31:

Così dunque fratelli: tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: «Abbà! Padre!». (Rm 8, 14-15)

Queste le parole di Papa Francesco:

Cari fratelli e sorelle, buon giorno!
oggi vogliamo soffermarci su un dono dello Spirito Santo che tante volte viene frainteso o considerato in modo superficiale, e che invece tocca nel cuore la nostra identità e la nostra vita cristiana: si tratta del dono della pietà.
Bisogna chiarire subito che questo dono non si identifica con l’avere compassione di qualcuno, avere pietà del prossimo, ma indica la nostra appartenenza a Dio e il nostro legame profondo con Lui, un legame che dà senso a tutta la nostra vita e che ci mantiene saldi, in comunione con Lui, anche nei momenti più difficili e travagliati.
Questo legame con il Signore non va inteso come un dovere o un’imposizione. È un legame che viene da dentro.Si tratta invece di una relazione vissuta col cuore: è la nostra amicizia con Dio, donataci da Gesù, un’amicizia che cambia la nostra vita e ci riempie di entusiasmo, di gioia. Per questo, il dono della pietà suscita in noi innanzitutto la gratitudine e la lode. È questo infatti il motivo e il senso più autentico del nostro culto e della nostra adorazione. Quando lo Spirito Santo ci fa percepire la presenza del Signore e tutto il suo amore per noi, ci riscalda il cuore e ci muove quasi naturalmente alla preghiera e alla celebrazione. Pietà, dunque, è sinonimo di autentico spirito religioso, di confianza filiale con Dio, di quella capacità di pregarlo con amore e semplicità che è propria delle persone umili di cuore.
Se il dono della pietà ci fa crescere nella relazione e nella comunione con Dio e ci porta a vivere come suoi figli, nello stesso tempo ci aiuta a riversare questo amore anche sugli altri e a riconoscerli come fratelli. E allora sì che saremo mossi da sentimenti di pietà – non di pietismo! – nei confronti di chi ci sta accanto e di coloro che incontriamo ogni giorno. Perché dico ‘non di pietismo’? Perché alcuni pensano che avere pietà è chiudere gli occhi, fare una faccia da immaginetta, far finta di essere come un santo, no, quello non è il dono di pietà: in piemontese noi diciamo fare la ‘mugna quacia’, questo non è il dono di pietà. Saremo davvero capaci di gioire con chi è nella gioia, di piangere con chi piange, di stare vicini a chi è solo o angosciato, di correggere chi è nell’errore, di consolare chi è afflitto, di accogliere e soccorrere chi è nel bisogno. C’è un rapporto molto molto stretto fra il dono di pietà e la mitezza; il dono di pietà che ci dà lo Spirito Santo ci fa miti, ci fa tranquilli, pazienti, in pace con Dio, al servizio con mitezza degli altri.
Cari amici, nella Lettera ai Romani l’apostolo Paolo afferma: «Tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, questi sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito che rende figli adottivi, per mezzo del quale gridiamo: “Abbà! Padre!”» (Rm 8,14-15). Chiediamo al Signore che il dono del suo Spirito possa vincere il nostro timore e le nostre incertezze, anche il nostro spirito inquieto e impaziente,e possa renderci testimoni gioiosi di Dio e del suo amore; adorando il Signore, in verità e anche al servizio del prossimo con mitezza e anche col sorriso che sempre lo Spirito Santo ci dà nella gioia. Che lo Spirito Santo ci dia a tutti noi questo dono di pietà. Grazie.

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