“Il matrimonio cristiano è fedele, perseverante e fecondo”. Omelia di Papa Francesco del 2 giugno 2014

Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata oggi, 2 giugno 2014, a Casa Santa Marta, ha parlato del matrimonio e lo spunto glielo hanno dato alcune coppie che si sono ritrovate lì con il Santo Padre a celebrare l’anniversario della loro unione. Tre sono i pilastri sui quali deve essere fondato il matrimonio, ha detto il Papa: la fedeltà, la perseveranza e la fecondità. Fedele come l’amore di Gesù per la Chiesa, sua sposa, santa ma anche peccatrice. E come Gesù perdona la Chiesa, allo stesso modo all’interno della coppia si chiede perdono per fare in modo che la vita matrimoniale possa andare avanti. Il matrimonio deve essere anche perseverante, nella ricerca della soluzione ai problemi. E per quanto riguarda la fecondità, ha detto il Santo Padre, quello che a Gesù non piace sono le coppie sterili per scelta: quelle che preferiscono la “libertà” di avere una vita senza vincoli, che porta ad una vecchiaia in solitudine, “con l’amarezza della cattiva solitudine”.

Questa è la trascrizione:

“È un amore fedele; è un amore perseverante, non si stanca mai di amare la sua Chiesa; è un amore fecondo. E’ un amore fedele! Gesù è il fedele! San Paolo, in una delle sue Lettere, dice: ‘Se tu confessi Cristo, Lui ti confesserà, a te, davanti al Padre; se tu rinneghi Cristo, Lui ti rinnegherà, a te; se tu non sei fedele a Cristo, Lui rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso!’. La fedeltà è proprio l’essere dell’amore di Gesù. E l’amore di Gesù nella sua Chiesa è fedele. Questa fedeltà è come una luce sul matrimonio. La fedeltà dell’amore. Sempre”.
“La vita matrimoniale deve essere perseverante, deve essere perseverante. Perché al contrario l’amore non può andare avanti. La perseveranza nell’amore, nei momenti belli e nei momenti difficili, quando ci sono i problemi: i problemi con i figli, i problemi economici, i problemi qui, i problemi là. Ma l’amore persevera, va avanti, sempre cercando soluzionare le cose, per salvare la famiglia. Perseveranti: si alzano ogni mattina, l’uomo e la donna, e portano avanti la famiglia”.
“Questi matrimoni che non vogliono i figli, che vogliono rimanere senza fecondità. Questa cultura del benessere di dieci anni fa ci ha convinto: ‘E’ meglio non avere i figli! E’ meglio! Così tu puoi andartene a conoscere il mondo, in vacanza, puoi avere una villa in campagna, tu stai tranquillo’… Ma è meglio forse – più comodo – avere un cagnolino, due gatti, e l’amore va ai due gatti e al cagnolino. E’ vero o no questo? Lo avete visto voi? E alla fine questo matrimonio arriva alla vecchiaia in solitudine, con l’amarezza della cattiva solitudine. Non è fecondo, non fa quello che Gesù fa con la sua Chiesa: la fa feconda”.

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