“Il cristiano che non dà testimonianza, rimane sterile”. Omelia di Papa Francesco del 6 maggio 2014

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 6 maggio 2014, a Casa Santa Marta, ha posto a tutti la seguente domanda: “Come è la mia testimonianza?”. Siamo fecondi attraverso la testimonianza o incapaci di lasciarci guidare dallo Spirito Santo? Il Santo Padre ha preso spunto dalla Prima Lettura (At 7, 51- 8,1a), che racconta il martirio di Stefano: le persone che lo uccisero avevano l’odio nel loro cuore, l’odio del demonio contro Cristo – ha detto il Papa – e il martirio di Stefano ricalca quello di Gesù, fino in fondo, fino al perdono. La Chiesa di Gerusalemme subì una violenta persecuzione, ma i cristiani dispersi anche nelle regioni più lontane davano testimonianza di Gesù iniziando la missione della Chiesa. Oggi, tutti noi, nei momenti più difficili, ha detto il Papa, siamo chiamati ad allontanare tante seduzioni che cercano di distoglierci dalla strada giusta e la forza per farlo ci può venire solo dallo Spirito Santo.

Questa è la trascrizione:

Martirio è la traduzione della parola greca che, anche, significa testimonianza. E così possiamo dire che per un cristiano la strada va sulle orme di questa testimonianza, su queste orme di Gesù per dare testimonianza di Lui e, tante volte, questa testimonianza finisce dando la vita. Non si può capire un cristiano senza che sia testimone, che dia testimonianza. Noi non siamo una ‘religione’ di idee, di pura teologia, di cose belle, di comandamenti. No, noi siamo un popolo che segue Gesù Cristo e dà testimonianza – ma vuol dare testimonianza di Gesù Cristo – e questa testimonianza alcune volte arriva a dare la vita”.
“La testimonianza sia nella vita quotidiana, sia con alcune difficoltà e, anche, sia nella persecuzione, con la morte, sempre è feconda. La Chiesa è feconda e madre quando dà testimonianza di Gesù Cristo. Invece, quando la Chiesa si chiude in se stessa, si crede – diciamo così – una ‘università della religione’, con tante belle idee, con tanti bei templi, con tanti bei musei, con tante belle cose, ma non dà testimonianza, diventa sterile. Il cristiano lo stesso. Il cristiano che non dà testimonianza, rimane sterile, senza dare la vita che ha ricevuto da Gesù Cristo”.
“E oggi pensando a queste due icone – Stefano, che muore, e la gente, i cristiani, che fuggono, andando dappertutto per la violenta persecuzione – domandiamoci: come è la mia testimonianza? Sono un cristiano testimone di Gesù o sono un semplice numerario di questa setta? Sono fecondo perché do testimonianza, o rimango sterile perché non sono capace di lasciare che lo Spirito Santo mi porti avanti nella mia vocazione cristiana?”.

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