“La persecuzione è il cammino di quelli che seguono il Signore”. Omelia di Papa Francesco del 4 aprile 2014

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 4 aprile 2014 a Casa Santa Marta, ha parlato di coloro che, lontani da Dio, si vogliono appropriare della religione e delle persecuzioni che ancora oggi colpiscono molte comunità cristiane. Dalla Prima Lettura (Sap 2, 1. 12-22) e dal Vangelo (Gv 7, 1-2. 10. 25-30), il Santo Padre trae lo spunto per sottolineare come in tutta la storia della Salvezza, i profeti siano stati perseguitati per essersi sempre opposti a chi cercava di ingabbiare lo Spirito Santo. Questa prassi, ha detto il Papa, continua anche oggi, non si è fermata con la morte e risurrezione di Gesù: molti santi e anche molti pensatori sono stati avversati da dentro e da fuori della Chiesa. Papa Francesco ricorda Antonio Rosmini, considerato ai suoi tempi un eretico, mentre oggi è Beato. “Tutte le persone che lo Spirito Santo sceglie per dire la verità al Popolo di Dio – ha aggiunto – soffrono persecuzioni”, sottolineando ancora una volta che ci sono più martiri oggi che nei primi anni della Chiesa. Alle persecuzioni che ci saranno sempre, bisogna rispondere guardando a Gesù, ripetendo la sua strada, una strada che passa per la Croce ma finisce con la Resurrezione.

Questa è la trascrizione:

“Il Vangelo di oggi è chiaro, no? Gesù si nascondeva, in questi ultimi giorni, perché ancora non era arrivata la sua ora; ma Lui conosceva quale sarebbe stato il suo fine, come sarebbe stato il suo fine. E Gesù è perseguitato dall’inizio: ricordiamo quando all’inizio della sua predicazione torna al suo paese, va alla sinagoga e predica; subito, dopo una grande ammirazione, incominciano: Ma questo noi sappiamo di dove è. Questo è uno di noi. Ma con che autorità viene a insegnarci? Dove ha studiato?’. Lo squalificano! E’ lo stesso discorso, no? ‘Ma costui sappiamo di dove è! Il Cristo, invece, quando verrà nessuno saprà di dove sia!’. Squalificare il Signore, squalificare il profeta per togliere l’autorità!”
“Anche tanti pensatori nella Chiesa sono stati perseguitati. Io penso ad uno, adesso, in questo momento, non tanto lontano da noi, un uomo di buona volontà, un profeta davvero, che con i suoi libri rimproverava la Chiesa di allontanarsi dalla strada del Signore. Subito è stato chiamato, i suoi libri sono andati all’indice, gli hanno tolto le cattedre e quest’uomo così finisce la sua vita: non tanto tempo fa. E’ passato il tempo ed oggi è beato! Ma come ieri era un eretico e oggi è un beato? E’ che ieri quelli che avevano il potere volevano silenziarlo, perché non piaceva quello che diceva. Oggi la Chiesa, che grazie a Dio sa pentirsi, dice: ‘No, quest’uomo è buono!’. Di più, è sulla strada della santità: è un beato!”
“Ma c’è la pena di morte o il carcere per avere il Vangelo a casa, per insegnare il Catechismo, oggi, in alcune parti! Mi diceva un cattolico di questi Paesi che loro non possono pregare insieme. E’ vietato! Soltanto si può pregare soli e nascosti. Ma loro vogliono celebrare l’Eucaristia e come fanno? Fanno una festa di compleanno, fanno finta di celebrare il compleanno e lì fanno l’Eucaristia, prima della festa. E- è successo! – quando vedono che arrivano i poliziotti, subito nascondono tutto e ‘Felicità, felicità. Tanti auguri!’ e continuano con la festa. Poi, quando se ne vanno, finiscono l’Eucaristia. Così devono fare, perché è vietato pregare insieme. Oggi!”.

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