“Dobbiamo percorrere la strada dell’umiltà”. Omelia di Papa Francesco del 24 marzo 2014

Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata oggi, 24 marzo 2014, a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalla Lettura del Vangelo (Lc 4, 24-30) per sottolineare l’atteggiamento sbagliato dell’osservanza dei comandamenti senza la fede, del sentirci in grado di poterci salvare da soli. Dobbiamo perseguire la strada dell’umiltà, sentire di aver bisogno della salvezza del Signore. È la stessa strada seguita da Naamàn, come scritto nella Prima Lettura (2 Re 5, 1-15), che dopo una prima reazione sdegnata all’invito, da lui ritenuto umiliante, di Eliseo a bagnarsi sette volte nel fiume Giordano per essere guarito dalla lebbra, fu convinto dai suoi servi: «Egli allora scese e si immerse nel Giordano sette volte, secondo la parola dell’uomo di Dio, e il suo corpo ridivenne come il corpo di un ragazzo; egli era purificato». Anche noi, oggi, sull’esempio di Maria contenta che il Signore ha guardato alla sua umiltà, ha detto il Papa, “dobbiamo imparare questa saggezza di emarginarci, perché il Signore ci trovi”.

Questa è la trascrizione:

“E’ il dramma dell’osservanza dei comandamenti senza fede: ‘Io mi salvo da solo, perché vado alla sinagoga tutti i sabati, cerco di ubbidire ai comandamenti, ma che non venga questo a dirmi che erano meglio di me quel lebbroso e quella vedova!’. Quelli erano emarginati! E Gesù ci dice: ‘Ma, guarda, se tu non ti emargini, non ti senti al margine, non avrai salvezza’. Questa è l’umiltà, la strada dell’umiltà: sentirsi tanto emarginati che abbiamo bisogno della salvezza del Signore. Solo Lui salva, non la nostra osservanza dei precetti. E questo non è piaciuto, si sono arrabbiati e volevano ucciderlo”.
“Maria nel suo Cantico non dice che è contenta perché Dio ha guardato la sua verginità, la sua bontà e la sua dolcezza, tante virtù che aveva lei, no: ma perché il Signore ha guardato l’umiltà della sua serva, la sua piccolezza, l’umiltà. E’ quello che guarda il Signore. E dobbiamo imparare questa saggezza di emarginarci, perché il Signore ci trovi. Non ci troverà al centro delle nostre sicurezze, no, no. Lì non va il Signore. Ci troverà nell’emarginazione, nei nostri peccati, nei nostri sbagli, nelle nostre necessità di essere guariti spiritualmente, di essere salvati; lì ci troverà il Signore”.
“L’umiltà cristiana non è la virtù di dire: ‘Ma, io non servo per niente’ e nascondere la superbia lì, no, no! L’umiltà cristiana è dire la verità: ‘Sono peccatore, sono peccatrice’. Dire la verità: è questa la nostra verità. Ma, c’è l’altra: Dio ci salva. Ma ci salva là, quando noi siamo emarginati; non ci salva nella nostra sicurezza. Chiediamo la grazia di avere questa saggezza di emarginarci, la grazia dell’umiltà per ricevere la salvezza del Signore”.

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