“Il mondo non tollera l’annuncio del Vangelo”. Omelia di Papa Francesco del 4 marzo 2014

Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata oggi, 4 marzo 2014, a Casa Santa Marta, ha usato un’espressione semplice e molto esplicativa per descrivere il guadagno che un cristiano ottiene seguendo Gesù. Nella Lettura del Vangelo (Mc 10, 28-31), a Pietro che gli diceva di aver lasciato tutto per seguirlo, Gesù risponde che avrebbe ricevuto 100 volte di più su questa terra, insieme però alle persecuzioni: “Come un’insalata con l’olio della persecuzione” ha detto il Papa che, ricordando il discorso della Montagna, ha aggiunto come la persecuzione sia proprio una delle beatitudini; e la persecuzione è cominciata subito, fin dai primi momenti della predicazione dei discepoli. “Il mondo non tollera l’annuncio del Vangelo” ha sottolineato il Santo Padre e non bisogna pensare che con il passare dei secoli la persecuzione dei cristiani sia diminuita, tutt’altro:  “oggi ci sono più martiri che nei primi tempi della Chiesa” ha ribadito il Papa. Pensando ai tanti posti nel mondo nei quali la Chiesa è costretta ad operare nella clandestinità, e ai tanti cristiani che vivono sulla loro pelle quotidianamente la persecuzione, noi – ha concluso il Santo Padre – “siamo disposti a portare la Croce come Gesù, come fanno questi nostri fratelli?”.

Questa è la trascrizione:

“Come se dicesse: ‘Sì, voi avete lasciato tutto e riceverete qui, in terra, tante cose: ma con la persecuzione!’. Come un’insalata con l’olio della persecuzione: sempre! Questo è il guadagno del cristiano e questa è la strada di quello che vuole andare dietro a Gesù, perché è la strada che ha fatto Lui: Lui è stato perseguitato! E’ la strada dell’abbassamento. Quello che Paolo dice ai Filippesi: ‘Si abbassò. Si è fatto uomo e si abbassò fino alla morte, morte di croce’. Questo è propria la tonalità della vita cristiana”.
“Perché il mondo non tollera la divinità di Cristo. Non tollera l’annuncio del Vangelo. Non tollera le Beatitudini. E così la persecuzione: con la parola, le calunnie, le cose che dicevano dei cristiani nei primi secoli, le diffamazioni, il carcere… Ma noi dimentichiamo facilmente. Ma pensiamo ai tanti cristiani, 60 anni fa, nei campi, nelle prigioni dei nazisti, dei comunisti: tanti! Per essere cristiani! Anche oggi… ‘Ma oggi abbiamo più cultura e non ci sono queste cose’. Ci sono! E io vi dico che oggi ci sono più martiri che nei primi tempi della Chiesa.”
“Sono condannati perché hanno una Bibbia. Non possono fare il segno della croce. E questa è la strada di Gesù. Ma è una strada gioiosa, perché mai il Signore ci prova più di quello che noi possiamo portare. La vita cristiana non è un vantaggio commerciale, non è un fare carriera: è semplicemente seguire Gesù! Ma quando seguiamo Gesù succede questo. Pensiamo se noi abbiamo dentro di noi la voglia di essere coraggiosi nella testimonianza di Gesù. Anche pensiamo – ci farà bene – ai tanti fratelli e sorelle che oggi – oggi! – non possono pregare insieme, perché sono perseguitati; non possono avere il libro del Vangelo o una Bibbia, perché sono perseguitati”.

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