“Non venga mai meno in noi il senso del peccato”. Omelia di Papa Francesco del 31 gennaio 2014

Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata oggi, 31 gennaio 2014, a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalla Prima Lettura (2 Sam 11,1-4.5-10.13-17), nella quale Davide perde la testa per la moglie di Uria, suo generale, per parlare del senso del peccato. Davide arriva a far uccidere Uria in battaglia per evitare il “problema”, non sente il peso dell’adulterio e dell’omicidio; l’unico suo pensiero è risolvere il guaio. Questo accade a tutti noi quando perdiamo il senso del Regno di Dio, ha detto il Papa, per far emergere la nostra superbia. Il problema non sono le tentazioni che ognuno di noi subisce o i peccati che ognuno di noi compie, il vero problema è la perdita del senso del peccato che fa cadere il Regno di Dio in noi.

Questa è la trascrizione:

“A tutti noi può accadere questa cosa. Tutti siamo peccatori e tutti siamo tentati e la tentazione è il pane nostro di ogni giorno. Se qualcuno di noi dicesse: ‘Ma io mai ho avuto tentazioni’, o sei un cherubino o sei un po’ scemo, no? Si capisce… E’ normale nella vita la lotta e il diavolo non sta tranquillo, lui vuole la sua vittoria. Ma il problema – il problema più grave in questo brano – non è tanto la tentazione e il peccato contro il nono comandamento, ma è come agisce Davide. E Davide qui non parla di peccato, parla di un problema che deve risolvere. Questo è un segno! Quando il Regno di Dio viene meno, quando il Regno di Dio diminuisce, uno dei segni è che si perde il senso del peccato”.
“La potenza dell’uomo al posto della gloria di Dio! Questo è il pane di ogni giorno. Per questo la preghiera di tutti i giorni a Dio ‘Venga il tuo Regno, cresca il tuo Regno’, perché la salvezza non verrà dalle nostre furbizie, dalle nostre astuzie, dalla nostra intelligenza nel fare gli affari. La salvezza verrà dalla grazia di Dio e dall’allenamento quotidiano che noi facciamo di questa grazia nella vita cristiana”.
“Io vi confesso, quando vedo queste ingiustizie, questa superbia umana, anche quando vedo il pericolo che a me stesso avvenga questo, il pericolo di perdere il senso del peccato, mi fa bene pensare ai tanti Uria della storia, ai tanti Uria che anche oggi soffrono la nostra mediocrità cristiana, quando noi perdiamo il senso del peccato, quando noi lasciamo che il Regno di Dio cada… Questi sono i martiri dei nostri peccati non riconosciuti. Ci farà bene oggi pregare per noi, perché il Signore ci dia sempre la grazia di non perdere il senso del peccato, perché il Regno non cali in noi. Anche portare un fiore spirituale alla tomba di questi Uria contemporanei, che pagano il conto del banchetto dei sicuri, di quei cristiani che si sentono sicuri”.

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