“L’amore cristiano è concreto”. Omelia di Papa Francesco del 9 gennaio 2014

Papa Francesco nell’omelia della Messa di oggi, 9 gennaio 2014, a Casa Santa Marta, ha preso spunto dalla Prima Lettura (1 Gv 4, 11-18) per parlare dell’amore cristiano, un amore altruista e concreto, che si rimbocca le maniche e guarda ai poveri. Passando poi a commentare la Lettura del Vangelo (Mc 6, 45-52), il Santo Padre descrive lo stupore degli apostoli che vedendo Gesù camminare sul mare gridarono: “E’ un fantasma”, come la reazione di chi ha il cuore indurito, di chi non riesce ad amare concretamente ma costruisce dentro di sé illusioni. La concretezza, ha detto il Papa, si fonda su due criteri: “amare con le opere e dare se stesso a Dio e agli altri”.

Queste le parole di Papa Francesco:

“Noi in Dio e Dio in noi: questa è la vita cristiana. Non rimanere nello spirito del mondo, non rimanere nella superficialità, non rimanere nella idolatria, non rimanere nella vanità. No, no: rimanere nel Signore. E Lui contraccambia questo: Lui rimane in noi. Ma, primo, rimane Lui in noi. Tante volte lo cacciamo via e noi non possiamo rimanere in Lui. E’ lo Spirito quello che rimane”.
“Guardate che l’amore di cui parla Giovanni non è l’amore delle telenovele! No, è un’altra cosa. L’amore cristiano ha sempre una qualità: la concretezza. L’amore cristiano è concreto. Lo stesso Gesù, quando parla dell’amore, ci parla di cose concrete: dare da mangiare agli affamati, visitare gli ammalati e tante cose concrete. L’amore è concreto. La concretezza cristiana. E quando non c’è questa concretezza, si può vivere un cristianesimo di illusioni, perché non si capisce bene dove è il centro del messaggio di Gesù. Non arriva questo amore ad essere concreto: è un amore di illusioni, come queste illusioni che avevano i discepoli quando, guardando Gesù, credevano che fosse un fantasma”.
“Primo criterio: amare con le opere, non con le parole. Le parole le porta via il vento! Oggi sono, domani non sono. Secondo criterio di concretezza è: nell’amore è più importante dare che ricevere. Quello che ama dà, dà … Dà cose, dà vita, dà se stesso a Dio e agli altri. Invece chi non ama, chi è egoista, sempre cerca di ricevere, sempre cerca di avere cose, avere vantaggi. Rimanere col cuore aperto, non come era quello dei discepoli, che era chiuso, che non capivano niente: rimanere in Dio e Dio rimane in noi; rimanere nell’amore”.

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