“Nel silenzio ascoltiamo la tenerezza del Signore”. Omelia di Papa Francesco del 12 dicembre 2013

Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata oggi, 12 dicembre 2013, a Casa Santa Marta, prende spunto dalla Prima Lettura (Is 41, 13-20) per descrivere il modo in cui il Signore si avvicina a noi e ci parla. Come i genitori, ha detto il Papa, si avvicinano ai propri figli spaventati nella notte e cominciano a parlare come loro, per rassicurarli e farsi sentire vicini, anche Dio per parlare con noi, si fa piccolo e ci raggiunge con “un filo sonoro di silenzio”. E l’unico modo per sentire queste parole di tenerezza del Signore è fare un po’ di silenzio dentro di noi e vivere questo tempo che ci prepara al Natale in vigilante e silenziosa attesa.

Questa è la trascrizione:

Quando guardiamo un papà o una mamma che parlano al loro figliolo, noi vediamo che loro diventano piccoli e parlano con la voce di un bambino e fanno gesti di bambini. Uno che guarda dal di fuori può pensare: ma questi sono ridicoli! Si rimpiccioliscono, proprio lì, no? Perché l’amore del papà e della mamma ha necessità di avvicinarsi, dico questa parola: di abbassarsi proprio al mondo del bambino. Eh sì: se papà e mamma gli parlano normalmente, il bambino capirà lo stesso; ma loro vogliono prendere il modo di parlare del bambino. Si avvicinano, si fanno bambini. E così è il Signore”.

“E poi, il papà e la mamma dicono anche cose un po’ ridicole al bambino: ‘Ah, amore mio, giocattolo mio …’, e tutte queste cose. Anche il Signore lo dice: ‘Vermiciattolo di Giacobbe’, ‘tu sei come un vermiciattolo per me, una cosina piccolina, ma ti amo tanto’. Questo è il linguaggio del Signore, il linguaggio d’amore di padre, di madre. Parola del Signore? Sì, sentiamo quello che ci dice. Ma anche vediamo come lo dice. E noi dobbiamo fare quello che fa il Signore, fare quello che dice e farlo come lo dice: con amore, con tenerezza, con quella condiscendenza verso i fratelli”.

“Questa è la musica del linguaggio del Signore, e noi nella preparazione al Natale dobbiamo sentirla: ci farà bene sentirla, ci farà tanto bene. Normalmente, il Natale sembra una festa di molto rumore: ci farà bene fare un po’ di silenzio e sentire queste parole di amore, queste parole di tanta vicinanza, queste parole di tenerezza … ‘Tu sei un vermiciattolo, ma io ti amo tanto!’. Per questo. E fare silenzio, in questo tempo in cui, come dice il prefazio, noi siamo vigilanti in attesa”.

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