“Il tempo non è nostro, il tempo è di Dio!”. Omelia di Papa Francesco del 26 novembre 2013

Possiamo definirci padroni del momento ma non del tempo, il tempo è di Dio. Questo ha affermato Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 26 novembre 2013, a Casa Santa Marta. Prende spunto dalla Lettura del Vangelo (Lc 21, 5-11), il Santo Padre, per rassicurarci sul fatto che nemmeno il peggiore dei drammi dovrà gettare nella disperazione chi crede in Dio; e per comprendere in modo giusto i veri segni, ci aiutano la preghiera e la speranza: con la prima riusciamo a leggere i singoli momenti della nostra vita, la seconda illumina l’approdo ultimo, quello della fine dei tempi.

“Non bisogna lasciarsi ingannare nel momento, perché ci sarà chi approfitterà della confusione per presentarsi come Cristo. Il cristiano, che è un uomo o una donna del momento, deve avere quelle due virtù, quei due atteggiamenti per vivere il momento: la preghiera e il discernimento, lasciando il tempo alla speranza”.

Questa è la trascrizione:

“E il cristiano è un uomo o una donna che sa vivere nel momento e che sa vivere nel tempo. Il momento è quello che noi abbiamo in mano adesso: ma questo non è il tempo, questo passa! Forse noi possiamo sentirci padroni del momento, ma l’inganno è crederci padroni del tempo: il tempo non è nostro, il tempo è di Dio! Il momento è nelle nostre mani e anche nella nostra libertà di come prenderlo. E di più: noi possiamo diventare sovrani del momento, ma del tempo soltanto c’è un sovrano, un solo Signore, Gesù Cristo.”.

“E per conoscere i veri segni, per conoscere la strada che devo prendere in questo momento è necessario il dono del discernimento e la preghiera per farlo bene. Invece per guardare il tempo, del quale soltanto il Signore è padrone, Gesù Cristo, noi non possiamo avere nessuna virtù umana. La virtù per guardare il tempo deve essere data, regalata dal Signore: è la speranza! Preghiera e discernimento per il momento; speranza per il tempo”.

“Il cristiano sa aspettare il Signore in ogni momento, ma spera nel Signore alla fine dei tempi. Uomo e donna di momento e di tempo: di preghiera e discernimento, e di speranza. Ci dia il Signore la grazia di camminare con la saggezza, che anche è un dono di Lui: la saggezza che nel momento ci porti a pregare e discernere. E nel tempo, che è il messaggero di Dio, ci faccia vivere con speranza”.

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