“Dio risistema tutti quelli che ha trovato”. Omelia di Papa Francesco del 7 novembre 2013

“Dio cammina per cercarci e ha una certa debolezza d’amore per quelli che si sono più allontanati, che si sono perduti”. Nell’omelia della Messa celebrata oggi, 7 novembre 2013, a Casa Santa Marta, Papa Francesco prende spunto dalla Lettura del Vangelo (Lc 15, 1-10) per descrivere questa “debolezza d’amore” di Dio per tutti quelli che si sono allontanati.

“Quando il Signore ha trovato la pecorella e la riporta nell’ovile ponendola accanto alle altre nessuno deve dire: “Tu sei persa”, ma “Tu sei una di noi”, perché gli ridà tutta la dignità. Non c’è differenza perché Dio risistema tutti quelli che ha trovato. E quando fa questo è un Dio che gioisce”.

Questa è la trascrizione:

“Alla mormorazione Lui risponde con una parabola gioiosa. Quattro volte, in questo piccolo brano, viene la parola gioia o allegria: tre volte gioia e una allegria. ‘E voi – come se lui dicesse – voi vi scandalizzate di questo, ma mio Padre gioisce’. Quello è il messaggio più profondo di questo: la gioia di Dio, che è un Dio cui non piace perdere, non è un buon perdente e per questo, per non perdere, esce da sé e va, cerca. E’ un Dio che cerca: cerca tutti quelli che sono lontani da Lui. Come il pastore, che va a cercare la pecora smarrita”.

“Lui non tollera perdere uno dei suoi. Ma questa sarà anche la preghiera di Gesù, nel Giovedì Santo: ‘Padre, che non si perda nessuno di quelli che Tu mi hai dato’. E’ un Dio che cammina per cercarci e ha una certa debolezza d’amore per quelli che si sono più allontanati, che si sono perduti … Va e li cerca. E come cerca? Cerca sino alla fine, come questo pastore che va nel buio, cercando, finché la trova; o come la donna, che quando perde quella moneta accende la lampada, spazza la casa e cerca accuratamente. Così cerca Dio. ‘Ma questo figlio non lo perdo, è mio! E non voglio perderlo’. Ma questo è nostro Padre: sempre ci cerca”.

“La gioia di Dio non è la morte del peccatore, ma la sua vita: è la gioia. Quanto lontano era questa gente che mormorava contro Gesù, quanto lontano dal cuore di Dio! Non lo conoscevano. Credevano che essere religiosi, che essere persone buone fosse andare sempre bene, anche educati e tante volte fare finta di essere educati, no? Questa è l’ipocrisia della mormorazione. Invece, la gioia del Padre, Dio, è quella dell’amore: ci ama. ‘Ma, io sono un peccatore, ho fatto questo, questo, questo!’ …‘Ma io ti amo lo stesso e vado a cercarti e ti porto a casa’. Questo è il nostro Padre. Pensiamo”.

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