Conferenza sulla tratta di esseri umani: “Papa Francesco farà qualcosa di importante”

Il lavoro forzato e la tratta degli esseri umani sono fenomeni che colpiscono le aree più povere del pianeta, ma toccano anche i Paesi sviluppati. Ci sono 21 milioni circa di nuovi schiavi nel mondo e ogni anno due milioni di persone, il 60 per cento delle quali ragazze, sono indotte alla prostituzione, mentre il traffico di organi umani colpisce circa 20.000 persone.

Queste cifre, presentate oggi, 4 novembre 2013, nella Sala Stampa della Santa Sede dal vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, sono i risultati delle giornate di lavoro sulla tratta umana che la Pontificia Accademia delle Scienze e la Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, insieme alla FIAMC (Federazione Mondiale delle Associazioni Mediche Cattoliche) hanno organizzato in Vaticano, alla Casina Pio IV.

L’incontro è avvenuto sotto la spinta di Papa Francesco che, come ha dichiarato il vescovo Marcelo Sánchez Sorondo, “farà qualcosa di importante con questo materiale”. D’altronde, fin da subito il Santo Padre si è schierato in maniera netta contro quella da lui definita “cultura dello scarto”:

Quello che comanda oggi non è l’uomo, è il denaro, il denaro, i soldi comandano. Uomini e donne vengono sacrificati agli idoli del profitto e del consumo: è la “cultura dello scarto” La vita umana, la persona non sono più sentite come valore primario da rispettare e tutelare, specie se è povera o disabile (Udienza Generale del 5 giugno 2013)

Non è difficile pensare, quindi, ad una presa di posizione forte di Papa Francesco e, avendolo imparato a conoscere in questi primi mesi italiani, all’attuazione di azioni concrete.

Alcuni osservatori sostengono che, tra pochi anni, la tratta degli esseri umani supererà il traffico di droga e di armi, diventando così l’attività criminale più lucrativa del mondo. Tutti i partecipanti all’incontro si sono trovati concordi nell’individuare nella prostituzione la piaga principale, con i paesi economicamente più depressi che riforniscono maggiormente i paesi più ricchi: le regioni d’origine della maggior parte delle vittime dello sfruttamento sessuale sono le ex repubbliche sovietiche, l’Asia e l’America Latina.

Nel documento finale si sottolinea come molte istituzioni internazionali abbiano voltato le spalle a questa tragedia e di come sia importante, quindi, seguire direttamente il desiderio del Papa e riprendere lo stesso atteggiamento del gesuita catalano San Pedro Claver, che vedeva gli schiavi africani in America Latina come suoi fratelli cristiani. E, richiamando quanto affermato dal Concilio Vaticano II, considerare il prossimo, nessuno escluso, come un altro «se stesso», tenendo conto della sua esistenza e dei mezzi necessari per viverla degnamente.

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