“La Messa sia una festa e non un’abitudine” Omelia di Papa Francesco del 3 ottobre 2013

Papa Francesco nella Messa celebrata oggi, 3 ottobre 2013, a Santa Marta, alla quale hanno partecipato anche i cardinali consultori, prende spunto dalla prima lettura (Ne 8,1-4.5-6.7-12) per elaborare la sua omelia, sottolineando che la Messa non è un evento sociale ma la presenza del Signore in mezzo a noi e dunque non deve diventare un evento abituale.
“Il Popolo di Dio aveva la memoria della Legge, ma era una memoria lontana, ma quando ‘Esdra lesse il libro sulla piazza davanti alla porta delle Acque, dallo spuntare della luce fino a mezzogiorno’, la memoria si è fatta vicina e questo tocca il cuore. Piangevano di gioia, non di dolore, perché avevano l’esperienza della vicinanza della salvezza. Quando la memoria si fa lontana, si trasforma in ricordo; ma quando si fa vicina, si trasforma in gioia e questa è la gioia del popolo. Questo, costituisce un principio della nostra vita cristiana. Quando la memoria si fa vicina, fa due cose: riscalda il cuore e ci dà gioia. Quando Dio viene e si avvicina  sempre c’è festa. E tante volte noi cristiani abbiamo paura della festa: questa festa semplice e fraterna che è un dono della vicinanza del Signore. La vita ci porta ad allontanare questa vicinanza, soltanto a mantenere il ricordo della salvezza, non la memoria che è viva. La Chiesa ha la sua memoria: la memoria della Passione del Signore. Anche a noi accade però di allontanare questa memoria e trasformarla in un ricordo, in un evento abituale”. Il Papa ha concluso dicendo: “Chiediamo al Signore la grazia di avere sempre la sua memoria vicina a noi, una memoria vicina e non addomesticata dall’abitudine, da tante cose, e allontanata in un semplice ricordo”.

Questa è la trascrizione:

“E questo è importante non solamente nei grandi momenti storici, ma nei momenti della nostra vita: tutti abbiamo la memoria della salvezza, tutti. Ma mi domando: questa memoria è vicina a noi, o è una memoria un po’ lontana, un po’ diffusa, un po’ arcaica, un po’ di museo … può andarsene lontano … E quando la memoria non è vicina, quando noi non abbiamo questa esperienza della vicinanza della memoria, questa entra in un processo di trasformazione, e la memoria diventa un semplice ricordo”.

“E questa gioia è la nostra forza. La gioia della memoria vicina. Invece, la memoria addomesticata, che si allontana e diventa un semplice ricordo, non riscalda il cuore, non ci dà gioia e non ci dà forza. Questo incontro con la memoria è un evento di salvezza, è un incontro con l’amore di Dio che ha fatto storia con noi e ci ha salvati; è un incontro di salvezza. Ed è tanto bello essere salvati, che bisogna fare festa”.

“Ogni settimana andiamo in chiesa, oppure è morto quello, andiamo al funerale … e questa memoria, tante volte, ci annoia, perché non è vicina. E’ triste, ma la Messa tante volte si trasforma in un evento sociale e non siamo vicini alla memoria della Chiesa, che è la presenza del Signore davanti a noi. Immaginiamo questa bella scena nel Libro di Neemia: Esdra che porta il Libro della memoria di Israele e il popolo che si avvicina alla sua memoria e piange, il cuore è riscaldato, è gioioso, sente che la gioia del Signore è la sua forza. E fa festa, senza paura, semplicemente”.

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