I Papi dell’anima, della testa e del cuore

Timothy Dolan

In un suo intervento sul New York Post, l’Arcivescovo di New York, il cardinale Timothy Dolan ha espresso un suo pensiero sugli ultimi tre papi della Chiesa: Giovanni Paolo II, Benedetto XVI ed ora Francesco, indicando per ognuno la caratteristica più evidente del loro carisma. I Papi dell’anima, della testa e del cuore.

Ogni papa ha avuto particolari talenti e alcuni difetti evidenti. Questo non deve sorprenderci, dato che è vero anche per ciascuno di noi. I tre più recenti, che la maggior parte di noi ricorda meglio, sono tutti giganti: Giovanni Paolo II (1978-2005), presto santo, Benedetto XVI (2005-2013) e ora Francesco. Un buon modo per capire i diversi doni di ciascuno di questi ultimi pontefici potrebbe essere quello di utilizzare il linguaggio figurato di anima, testa e cuore.

Giovanni Paolo II ha sottolineato l’anima. Il presidente Jimmy Carter, accogliendolo alla Casa Bianca nel 1979, lo chiamò”l’anima del mondo.” L’anima della chiesa sembrava esausta e spaventata quando lui uscì sul balcone il 16 ottobre 1978, ma semplicemente proclamò: “Non abbiate paura!” – L’esortazione che più spesso si trova nella Bibbia.

I suoi appelli eloquenti alla preghiera, il suo accento sulla rinascita dello Spirito, la sua concentrazione sui sacramenti e la devozione alla Chiesa, che portano la grazia e la misericordia di Gesù; la sua tenera fiducia in Maria, madre di Gesù, e le sue innumerevoli santificazioni, in modo convincente ci hanno ricordato che l’anima viene prima.

Con Benedetto XVI, poi, un rinomato teologo, professore e scrittore, che aveva servito Giovanni Paolo II nel tramandare fedelmente i tesori dottrinali della Chiesa, abbiamo avuto un successore di San Pietro, che ha sottolineato l’importanza della testa. Lui ci ha ricordato in modo efficace che fede e ragione non sono affatto in contrasto, ma in realtà alleati.

Ora, Papa Francesco enfatizza il cuore.

Dopo il suo primo discorso da Papa lo scorso 19 marzo un giornalista di inchiesta mi disse, con le lacrime agli occhi, “racconto ogni giorno storie di guerra, fame, omicidi e di violenza. Ed ecco che questo buon uomo parla a voce così bassa di tenerezza. Ne avevo bisogno!”

Il calore, la misericordia, la gioia, la tenerezza, la sensibilizzazione, l’accettazione, l’amore. . . tutto il flusso che viene dal cuore, e queste sono le parole più usate da Papa Francesco.

Giovanni Paolo II ha sottolineato la spiritualità (l’anima), Benedetto l’intelletto (la testa); Francesco la pastorale (il cuore).

Non fraintendetemi: Tutti e tre sapevano bene che l’anima, la testa e il cuore sono tutti elementi essenziali. Ma ognuno possiede un carisma particolare.

E Dio è stato buono, ci ha dato il Papa giusto per ogni epoca. Ogni persona ha bisogno di un’anima, una testa, di un cuore. Così la persona che chiamiamo “Madre Chiesa”. Così ciascuno di noi.

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