“Chiediamo la grazia di non fuggire dalla Croce”. Omelia di Papa Francesco del 28 settembre 2013

Prende spunto dalla lettura del Vangelo Papa Francesco per l’omelia della Messa celebrata oggi, 28 settembre 2013, a Casa Santa Marta.

“Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini”: queste parole di Gesù gelano i discepoli che pensavano a un cammino trionfante. Parole che restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso e avevano timore di interrogarlo su questo argomento: per loro era meglio non parlare, era meglio non capire che capire la verità che Gesù diceva. La Croce ci fa paura anche nell’opera di evangelizzazione, ma c’è la regola che il discepolo non è più grande del Maestro. C’è la regola che non c’è redenzione senza l’effusione del sangue, non c’è opera apostolica feconda senza la Croce”. In conclusione, Papa Francesco si affida a Maria: “Lei era lì e sa come si deve stare vicino alla Croce”.

Questa è la trascrizione:

 “Avevano paura della Croce, avevano paura della Croce. Lo stesso Pietro, dopo quella confessione solenne nella regione della Cesarea di Filippo, quando Gesù un’altra volta dice questo, rimprovera il Signore: ‘No, mai, Signore! Questo no!’. Aveva paura della Croce. Ma non solo i discepoli, non solo Pietro, lo stesso Gesù aveva paura della Croce! Lui non poteva ingannarsi, Lui sapeva. Tanta era la paura di Gesù che quella sera del giovedì ha sudato il sangue; tanta era la paura di Gesù che quasi ha detto lo stesso di Pietro, quasi… ‘Padre, toglimi questo calice. Si faccia la tua volontà!’. Questa era la differenza!”.

“Forse noi pensiamo, ognuno di noi può pensare: ‘E a me, a me cosa accadrà? Come sarà la mia Croce?’. Non sappiamo. Non sappiamo, ma ci sarà! Dobbiamo chiedere la grazia di non fuggire dalla Croce quando verrà: con paura, eh! Quello è vero! Quello ci fa paura. Ma la sequela di Gesù finisce là. Mi vengono in mente le ultime parole che Gesù ha detto a Pietro, in quella incoronazione pontificia nel Tiberiade: ‘Mi ami? Pasci! Mi ami? Pasci!’… Ma le ultime parole erano quelle: ‘Ti porteranno dove tu non vuoi andare!’. La promessa della Croce”.

“Vicinissima a Gesù, nella Croce, era sua madre, la sua mamma. Forse oggi, il giorno che noi la preghiamo, sarà buono chiederle la grazia non di togliere il timore – quello deve venire, il timore della Croce… – ma la grazia di non spaventarci e fuggire dalla Croce. Lei era lì e sa come si deve stare vicino alla Croce”.

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