“Lo sguardo di Gesù ci invita ad alzarci”. Omelia di Papa Francesco del 21 settembre 2013

L’omelia di Papa Francesco nella messa celebrata oggi, 21 settembre 2013, a Casa Santa Marta, è stata tutta incentrata sullo sguardo di Gesù, partendo dalla liturgia odierna: la vocazione di San Matteo. Oggi ricorre il sessantesimo anniversario della vocazione sacerdotale del papa: era il 21 settembre del 1953, infatti, quando un giovane Bergoglio di quasi 17 anni sentiva la chiamata. E proprio alla Vocazione di San Matteo e, in particolare al quadro del Caravggio, Papa Francesco è molto legato: lo andava spesso ad ammirare, infatti, quando era di passaggio a Roma; nell’intervista concessa a padre Antonio Spadaro dice: «È il gesto di Matteo che mi colpisce: afferra i suoi soldi, come a dire: “no, non me! No, questi soldi sono miei!”. Ecco, questo sono io: “un peccatore al quale il Signore ha rivolto i suoi occhi”. E questo è quel che ho detto quando mi hanno chiesto se accettavo la mia elezione a Pontefice».

Tornando all’omelia odierna, il Papa dice che “Lo sguardo di Gesù non è qualcosa di magico: Gesù non era uno specialista in ipnosi. Gesù guardava ognuno, e ognuno si sentiva guardato da Lui, come se Gesù dicesse il nome … E questo sguardo cambiava la vita, a tutti. Così ha cambiato Pietro, che dopo averlo rinnegato incontra il suo sguardo e piange amaramente. C’è poi l’ultimo sguardo di Gesù sulla Croce: guardò la mamma, guardò il discepolo e ci ha detto, con quello sguardo, ci ha detto che la sua mamma era la nostra e che la Chiesa è madre. Con uno sguardo. Poi ha guardato il Buon Ladrone e ancora una volta Pietro, impaurito, dopo la Resurrezione, con quelle tre domande: ‘Mi ami?’. Uno sguardo che lo faceva vergognare. Ci farà bene pensare, pregare su questo sguardo di Gesù e anche lasciarci guardare da Lui. Tutti noi, nella vita abbiamo sentito questo sguardo, e non una volta: tante volte! Forse la persona di un sacerdote che ci insegnava la dottrina o ci perdonava i peccati … forse nell’aiuto di persone amiche”.

Questa è la trascrizione:

“E quello sguardo lo ha coinvolto totalmente, gli ha cambiato la vita. Noi diciamo: lo ha convertito. Gli ha cambiato la vita. ‘Appena sentito nel suo cuore quello sguardo, egli si alzò e lo seguì’. E questo è vero: lo sguardo di Gesù ci alza sempre. Uno sguardo che ci porta su, mai ti lascia lì, eh?, mai. Mai ti abbassa, mai ti umilia. Ti invita ad alzarti. Uno sguardo che ti porta a crescere, ad andare avanti, che ti incoraggia, perché ti vuole bene. Ti fa sentire che Lui ti vuole bene. E questo dà quel coraggio per seguirlo: ‘Ed egli si alzò e Lo seguì’”.

“E i peccatori, pubblicani e peccatori, sentivano … ma, Gesù li aveva guardati e quello sguardo di Gesù su di loro io credo che sia stato come un soffio sulle braci, e loro hanno sentito che c’era fuoco dentro, ancora, e che Gesù li faceva salire, riportava loro la dignità. Lo sguardo di Gesù sempre ci fa degni, ci dà dignità. E’ uno sguardo generoso. ‘Ma guarda che Maestro: pranza con la sporcizia della città!’: ma sotto a quella sporcizia c’erano le braci del desiderio di Dio, le braci dell’immagine di Dio che volevano che qualcuno li aiutasse a farsi fuoco. E questo lo faceva lo sguardo di Gesù”.

“Ma, tutti noi ci troveremo davanti a quello sguardo, quello sguardo meraviglioso. E andiamo avanti nella vita, nella certezza che Lui ci guarda. Ma anche Lui ci attende per guardarci definitivamente. E quell’ultimo sguardo di Gesù sulla nostra vita sarà per sempre, sarà eterno. Io chiedo a tutti questi Santi che sono stati guardati da Gesù, che ci preparino a lasciarci guardare nella vita, e che ci preparino anche a quell’ultimo – e primo! – sguardo di Gesù”.

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