L’intervista di padre Antonio Spadaro a Papa Francesco

Papa Francesco

L’intervista che Papa Bergoglio ha concesso a padre Antonio Spadaro, gesuita e direttore della rivista “Civiltà Cattolica”, per la struttura e le informazioni in essa raccolte, è la continuazione ideale di quella concessa a Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, poi pubblicata nel libro “El Jesuita”, tradotto in Italia dopo l’elezione con un più indicativo “Papa Francesco”. Qui però si parla da gesuita a gesuita e i temi trattati sono inquadrati in una prospettiva più religiosa e soprattutto riguardanti la Chiesa e il suo futuro.

E’ molto bella la parte in cui il papa racconta di rivolgersi alle masse singolarmente, di non essere abituato ad affrontare le folle oceaniche: il suo sguardo si posa di volta in volta sulle persone, guardandole negli occhi, dialogando a distanza. E’ proprio questo comportamento “vero” che permette di trasmettere le stesse emozioni anche agli altri, anche se non toccati singolarmente.

Alla domanda “Chi è Jorge Mario Bergoglio”, il papa risponde richiamando un quadro che andava spesso ad ammirare quando era di passaggio a Roma: La vocazione di San Matteo di Caravaggio, nella chiesa di San Luigi dei francesi, dicendo «È il gesto di Matteo che mi colpisce: afferra i suoi soldi, come a dire: “no, non me! No, questi soldi sono miei!”. Ecco, questo sono io: “un peccatore al quale il Signore ha rivolto i suoi occhi”. E questo è quel che ho detto quando mi hanno chiesto se accettavo la mia elezione a Pontefice».

Sul suo rapporto con i collaboratori, afferma: “quando affido una cosa a una persona, mi fido totalmente di quella persona. Deve fare un errore davvero grande perché io la riprenda”. E in riferimento alla creazione della Consulta di otto cardinali, che si esprimerà sulla riforma delle strutture ecclesiastiche, afferma che “non è una decisione solamente mia, ma è frutto della volontà dei cardinali, così come è stata espressa nelle Congregazioni Generali prima del Conclave. E voglio che sia una Consulta reale, non formale”.

E proprio sulla situazione attuale della Chiesa, Papa Francesco dice: “la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite… E bisogna cominciare dal basso». E’ quello che emerge chiaramente da questi primi sei mesi del suo pontificato, dalle omelie quotidiane da Casa Santa Marta, dalla sua attenzione per ognuno, dalla sua vicinanza soprattutto per i più piccoli, i più semplici.

L’intervista integrale è possibile leggerla sul sito di La Civiltà Cattolica.

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2 pensieri su “L’intervista di padre Antonio Spadaro a Papa Francesco

    • E’ stato cambiato il link, che ora punta direttamente al sito di La Civiltà Cattolica. E’ possibile visualizzare l’articolo in pdf e stamparlo se necessario.
      Grazie della segnalazione.

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