Papa Francesco – El jesuita

Francesca Ambrogetti

Leggendo il libro intervista di Francesca Ambrogetti e Sergio Rubin, ti accorgi subito che Jorge Bergoglio e Papa Francesco sono la stessa persona. Le uniche differenze tra i due sono l’abito e la sposa (prima Buenos Aires e ora Roma). Tutto il libro lo racconta così come lo ascoltiamo oggi nelle udienze, nelle omelie a braccio, nei discorsi che tiene senza sosta; così come lo vediamo o come ce lo riporta chi ha la fortuna di incontrarlo. Già dal primo capitolo incontriamo la nonna Rosa, che tutto il mondo ha conosciuto dalle sue stesse parole. E il racconto di quel 21 settembre quando, a 17 anni, una confessione con padre Duarte gli cambiò la vita, raccontata durante la veglia di Pentecoste con i movimenti a San Pietro. E si potrebbe continuare con il famoso concetto: “Preferisco mille volte una Chiesa incidentata a una Chiesa malata”, presente nel capitolo “La sfida di andare incontro alla gente”, espresso anch’esso durante la veglia di Pentecoste. L’ultima parte è principalmente dedicata all’Argentina, alla sua storia recente più oscura, alla crisi economica. Ma anche lì ci sono alcuni spunti e concetti che riguardano ognuno di noi.
Insomma, questo libro, frutto di tre anni di lavoro, di risposte sbobinate, di chiacchierate libere nelle quali si è parlato di tutto, restituisce la personalità del gesuita Jorge Bergoglio, il Papa, o meglio il prete, perché è proprio così che amava presentarsi di fronte a persone sconosciute. E’ uno scrigno dal quale è possibile tirare fuori molti gioielli, come la professione di fede che scrisse poco prima di essere ordinato sacerdote:

Voglio credere in Dio padre, che mi ama come un figlio, e in Gesù, il Signore, che ha infuso il suo Spirito nella mia vita per farmi sorridere e portarmi così nel regno della vita eterna.
Credo nella mia storia, permeata dallo sguardo benevolo di Dio, che nel primo giorno di primavera, il 21 settembre, mi è venuto incontro e mi ha invitato a seguirlo.
Credo nel mio dolore, infecondo per colpa dell’egoismo, in cui mi rifugio.
Credo nella meschinità della mia anima, che vuole prendere senza mai dare… senza mai dare.
Credo che gli altri sono buoni, e che devo amarli senza timore, e senza mai tradirli per cercare una sicurezza per me.
Credo nella vita religiosa.
Credo che voglio amare molto.
Credo nella morte quotidiana, ardente, alla quale sfuggo ma che mi sorride invitandomi ad accettarla.
Credo nella pazienza di Dio, accogliente, dolce come una notte estiva.
Credo che papà sia in cielo accanto al Signore.
Credo che anche padre Duarte sia in cielo, a intercedere per il mio sacerdozio.
Credo in Maria, mia madre, che mi ama e non mi lascerà mai solo.
E attendo la sorpresa di ogni giorno in cui si manifesterà l’amore, la forza, il tradimento e il peccato, che mi accompagneranno fino all’incontro definitivo con quel viso meraviglioso che non so come sia, che sfuggo in continuazione, ma che voglio conoscere e amare. Amen.

Papa Francesco. Il nuovo papa si racconta. Conversazione con Sergio Rubin e Francesca Ambrogetti
Salani
190 p. – 12,90 euro

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