Jorge Mario Bergoglio è Papa Francesco

Jorge Mario Bergoglio

La Chiesa ha un nuovo pastore: è Jorge Mario Bergoglio. Il nuovo vescovo di Roma è nato a Buenos Aires il 17 dicembre 1936 da una famiglia di origine piemontese. Nel 1958 comincia il suo noviziato nella Compagnia di Gesù ricevendo l’ordinazione sacerdotale il 13 dicembre 1969. Il 20 maggio 1992 è nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Auca mentre il 21 febbraio 2001 papa Giovanni Paolo II lo nomina cardinale con il titolo di San Roberto Bellarmino.

Il mondo, i credenti, la Chiesa, si attendeva un Papa giovane che avesse la forza di combattere le resistenze interne e gli attacchi esterni, quella stessa forza che, per stessa ammissione del suo predecessore, Benedetto XVI non aveva più. Quando il cardinale protodiacono Jean-Louis Pierre Tauran ha annunciato dalla loggia della basilica di San Pietro il suo nome, c’è stato un attimo di scoramento: il cardinale Bergoglio? 76 anni? Cos’era? Un Papa di transizione? Poi però l’attenzione è andata sul nome scelto: Francesco. Una scelta nuova e allo stesso tempo rivoluzionaria per il richiamo al santo di Assisi. Il Conclave che tutti davano per spaccato, in preda alle lotte intestine, ha davvero agito per opera dello Spirito Santo. Non può non averlo fatto vedendo la scelta che ha operato. E poi lo abbiamo visto e ascoltato. Si è presentato in punta di piedi: “Buonasera”. Ha ricordato Benedetto XVI: “Preghiamo tutti insieme per lui, perché il Signore lo benedica e la Madonna lo custodisca”. Ha pregato, ha guidato la preghiera, in italiano, da vescovo di Roma, quella stessa Roma a cui si è stasera sempre rivolto. “E adesso, incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese. Un cammino di fratellanza, di amore, di fiducia tra noi. Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. Vi auguro che questo cammino di Chiesa, che oggi incominciamo e nel quale mi aiuterà il mio Cardinale Vicario, qui presente, sia fruttuoso per l’evangelizzazione di questa città tanto bella!” Ha cominciato subito la sua evangelizzazione che parte dalla preghiera e che non può prescindere da essa. E poi l’umiltà:  “E adesso vorrei dare la Benedizione, ma prima – prima, vi chiedo un favore: prima che il vescovo benedica il popolo, vi chiedo che voi preghiate il Signore perché mi benedica: la preghiera del popolo, chiedendo la Benedizione per il suo Vescovo. Facciamo in silenzio questa preghiera di voi su di me”. La semplicità che smuove le coscienze e le montagne, l’esempio e la testimonianza che trascina, l’umiltà che insegna. Il silenzio di tutta la piazza in preghiera. L’applauso del ringraziamento. E poi la chiusura: “Fratelli e sorelle, vi lascio. Grazie tante dell’accoglienza. Pregate per me e a presto! Ci vediamo presto: domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!”. Quel ‘ci vediamo presto’ non sta lì per caso, richiama a quel cammino della Chiesa di Roma, della Chiesa universale, che inizia, insieme al suo pastore, che ha bisogno l’uno dell’altro.

I cardinali si sono fatti guidare dallo Spirito in quella scelta che unisce ciò che vuole Dio con quello che vogliono gli uomini. «Francesco, va, ripara la mia casa, che, come vedi, va tutta in rovina». Francesco, ripara la Casa del Signore, la nostra Casa, la nostra Chiesa, tutti noi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...