Conclave /3 – Timothy Michael Dolan

Timothy Michael Dolan

Nato a Saint Louis il 6 febbraio 1950, ha frequentato il Cardinal Glennon College e il Pontificio Collegio Americano del Nord a Roma, ottenendo il master in filosofia. Fu ordinato sacerdote il 19 giugno 1976; nominato vescovo il 19 giugno 2001; il 23 febbraio 2009 papa Benedetto XVI lo nomina arcivescovo di New York per la rinuncia, causa raggiunti limiti di età, del suo predecessore, il Cardinale Egan, il primo Arcivescovo di New York a ritirarsi dalla sua carica; i suoi 11 predecessori sono morti durante lo svolgimento del loro incarico; nel 2010 viene eletto dai vescovi statunitensi alla presidenza della Conferenza Episcopale. Papa Benedetto XVI lo nomina cardinale nel concistoro del 18 febbraio 2012.

E’ noto per la sua fedeltà all’insegnamento e al magistero della Chiesa, e il suo spiccato senso dell’umorismo.

Questo il suo blog: http://blog.archny.org/

L’Arcivescovo Dolan è noto come strenuo sostenitore del diritto alla vita. Nel 2008 rispose a una lettera apparsa sul Milwaukee Journal Sentinel Newspaper che accusava i Vescovi degli Stati Uniti di intromettersi nella politica correggendo i politici cattolici pro aborto. In quell’occasione, il presule aveva affermato che l’autore della lettera sbagliava a “insinuare che i Vescovi non hanno il compito di chiarire la verità della fede sulla questione”. “Non possiamo rimanere muti su tale questione fondamentale relativa ai diritti umani”, aveva scritto l’Arcivescovo. Dolan è autore di vari testi: “To Whom Shall We Go?” (2008), “Called to Be Holy” (2005), “Priests for the Third Millennium” (2000) e “Some Seed Fell on Good Ground: The Life of Edwin V. O’Hara” (1992).

Ha fatto parte della Visitazione apostolica che nel 2009 è stata mandata in Irlanda per indagare su abusi commessi sui minori dal clero locale. Da quello che si è visto nei mesi successivi, il cardinal Dolan ha usato la scure sul clero irlandese.

La crisi economica contro cui si lotta nel mio Paese e nel resto del mondo lancia a noi cattolici la sfida di una moralità più autentica. In risposta a qualsiasi tipo di crisi — economica, politica, spirituale — siamo chiamati a indicare i valori evangelici. Noi vescovi per primi cerchiamo di dare risposte, non come economisti né come uomini d’affari, ma come pastori. Che cosa ne direbbe Gesù? Credo che coglierebbe questa opportunità per predicare contro l’egoismo. Un’altra lezione da apprendere è che un mercato senza moralità ed etica è causa di ulteriori problemi. Cercare poi di costruire un’economia senza attenzione per i poveri e per gli svantaggiati è sempre sbagliato. Questi sono i valori che insegniamo con le parole; ed è ora di metterli in pratica perché la gente ne ha bisogno. Fra gli estremi del socialismo e del capitalismo senza freni ci può essere un’economia vibrante, nella quale la libertà si coniuga con il rispetto e la dignità della persona. D’altronde, si tratta di valori evangelici. Non tocca alla Chiesa indicare i modi concreti. Tuttavia essa non si stanca mai di ricordare alle persone i principi sui quali si basa una economia sana. L’Osservatore Romano – 27 novembre 2011

Il 13 aprile 2012 è stato reso noto il rapporto annuale sull’attuazione e lo sviluppo del “Charter for the Protection of Children and Young  People“, che parla di risultati che dimostrano il costante sforzo per assicurare protezione. I vescovi hanno rispettato le regole stabilite dalla Carta, con delle novità, come l’introduzione del reato di pornografia infantile e l’equiparazione dell’abuso su incapace a quello su minore. L’arcivescovo di New York e presidente dei vescovi Usa, Timothy Michael Dolan, ha detto: “Anche se la maggioranza delle denunce riguarda il passato, la Chiesa deve continuare a vigilare. Essa deve continuare a fare tutto quanto sia possibile affinché gli abusi non si ripetano. Tutti dobbiamo continuare a lavorare per una piena guarigione e riconciliazione con le vittime”.

L’Università Cattolica d’America di Washington conferisce una medaglia presidenziale e dottorato honoris causa a Timothy Dolan «per la sua entusiastica opera evangelizzatrice e per la sua determinazione affinché il diritto della Chiesa cattolica a essere presente nella pubblica piazza sia rispettato e la sua voce possa essere ascoltata». Maggio 2012

«Siamo cresciuti, gran parte di noi, pensando alla missione come a un qualcosa di lontano. Ma, pur senza dimenticare il nostro sacro dovere di operare in terre straniere, dobbiamo pensare che anche qui siamo terra di missione e che ogni diocesi lo è; e ogni cattolico che si impegna è un missionario»

«Gli eventi in Libia e in Egitto indicano cosa c’è in gioco. Occorre avere rispetto per le altre tradizioni religiose, proclamando allo stesso tempo in modo assolutamente inequivocabile che la violenza in nome della religione è sbagliata».«l’assenza di libertà  religiosa porta a terribili sofferenze umane e che, allo stato  attuale, i cristiani sono il gruppo religioso che soffre per il  maggior numero di persecuzioni a motivo della propria fede». Molti  fedeli cristiani vivono spesso nella paura a causa della loro ricerca della verità, della loro fede e del loro accorato appello per il rispetto della libertà religiosa». Il cardinale ha esortato gli Stati Uniti e la comunità  internazionale a una «chiamata all’azione», evidenziando che «la  prima delle libertà, che troppo spesso diamo per scontata nel nostro  Paese, anche se siamo vigili in sua difesa, è sotto violento attacco  in altre nazioni con terribili conseguenze umane». Conferenza sulla libertà religiosa – Washington – settembre 2012

Un grande evangelista americano, il Venerabile Arcivescovo Fulton J. Sheen, ha commentato: “La prima parola nel Vangelo è che è ‘venuto’ Gesù, l’ultima parola di Gesù era ‘andate’. La Nuova Evangelizzazione ci ricorda che gli agenti stessi della evangelizzazione devono essere essi stessi evangelizzati. San Bernardo di Chiaravalle ha scritto: “Se sei sapiente, dimostralo trasformandoti in un serbatoio e non in un canale”. Quindi credo che il sacramento principale della Nuova Evangelizzazione è il sacramento della confessione, e ringrazio Papa Benedetto per avercelo ricordato. I sacramenti dell’iniziazione sono il Battesimo, la Confermazione, l’Eucaristia, e sono la carica e la sfida per equipaggiare gli agenti dell’evangelizzazione. Il sacramento della riconciliazione evangelizza gli evangelizzatori, in quanto ci porta sacramentalmente in contatto con Gesù, ci chiama alla conversione del cuore, e ci ispira a rispondere al Suo invito di pentimento. Il Concilio Vaticano II ha chiesto un rinnovamento del sacramento della confessione, purtroppo, in molti luoghi abbiamo visto che tale sacramento è scomparso. Abbiamo chiesto la riforma delle strutture, dei sistemi, delle istituzioni, e il cambiamento delle altre persone, ma non l’abbiamo fatto per noi stessi. La risposta alla domanda: “Cosa c’è di sbagliato con il mondo?”, non è la politica, né l’economia, il secolarismo, l’inquinamento, il riscaldamento globale. Alla domanda Cosa c’è di sbagliato nel mondo? lo scrittore britannico Gilbert Keith Chesterton ha risposto: “sono io”, ammettendo che al centro dell’invito evangelico c’è il pentimento e la conversione del cuore. Questo è il sacramento della evangelizzazione! – III Congregazione Generale della XIII Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi (9 ottobre 2012).

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