Conclave /1- Luis Antonio Tagle

Luis Antonio Tagle nasce a Manila 56 anni fa (è 2 anni più giovane di quando Karol Józef Wojtyła venne eletto Papa). Nel 2001 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Imus. Nel 2005 è il vescovo più giovane a prendere parte al Sinodo sull’Eucaristia. Viene nominato da Benedetto XVI cardinale presbitero di San Felice da Cantalice a Centocelle nel concistoro ordinario pubblico del 24 novembre 2012.

Luis Antonio Tagle

Mons. Tagle ha concluso il suo intervento invitando i cristiani asiatici a non cristallizzare la fede come un oggetto da museo tenuto in vetrina per la gioia di pochi privilegiati. La Chiesa deve porsi in ascolto dell’uomo per avere poi la capacità di raccontare la storia di Gesù ad ogni uomo con rispetto e attenzione, ma senza alcun timore. Il non annunciare Gesù è il fallimento di una responsabilità: la natura stessa della Chiesa, il suo compito e il suo apporto consiste proprio nel raccontare la storia di Gesù anzitutto vivendola al proprio interno; venire meno a questo compito significa non solo tradire i fondamenti della propria esistenza, ma anche rinunciare a dare il proprio decisivo contributo all’umanità intera. Congresso Missionario Asiatico – 2006

Monsignor Tagle ha proposto tre modi per sviluppare la disposizione all’ascolto. In primo luogo, ha detto, “la fede è un dono dello Spirito, e allo stesso tempo un esercizio di libertà umana. Ascoltare nella fede significa aprire il proprio cuore alla Parola di Dio, far sì che penetri in noi e ci trasformi, e praticarla”. “La formazione all’ascolto significa formazione alla fede integrale – ha aggiunto –. I programmi di formazione devono essere concepiti come formazione all’ascolto del sacro”. In secondo luogo, ha proseguito, “gli avvenimenti di questo mondo mostrano i tragici effetti della mancanza d’ascolto: conflitti nelle famiglie, distanza tra generazioni e tra Nazioni, violenza”. “Le persone sono strette in un mondo di monologhi, indifferenza, rumore, intolleranza ed egocentrismo – ha constatato –. La Chiesa può favorire un ambiente di dialogo, rispetto, reciprocità e autotrascendenza”. Dio, ha avvertito in terzo luogo, “non si limita a parlare”. “Dio ascolta anche, soprattutto i giusti, le vedove, gli orfani, coloro che sono perseguitati e i poveri che non hanno voce”. “La Chiesa deve imparare ad ascoltare come Dio ascolta, e offrire la propria voce a quanti non ce l’hanno”, ha concluso. Sinodo 2008

Ovunque, sia nei grandi Paesi, dove i cristiani sono una maggioranza o dove i cristiani sono una piccola minoranza, ogni volta che ci siano comportamenti di abuso da parte dei preti, l’intera Chiesa ne viene ferita e danneggiata. Non conta quindi che in Asia la Chiesa sia grande o piccola: la presenza degli abusi infligge una ferita. Credo che la gravità sia più sentita in una piccola comunità come la Chiesa asiatica, perché siamo molto pochi e va oltre l’immaginazione di alcune persone vedere e capire, in quelle piccole comunità, che tali comportamenti di abuso possano esistere. Simposio “Verso la guarigione e il rinnovamento” – Università Gregoriana di Roma – 2012

Ognuno, ogni battezzato, è chiamato ad essere evangelizzatore: l’età non importa, il livello di educazione non importa. La grazia e la determinazione di far conoscere Cristo: questo è tutto ciò che costituisce il motore per l’evangelizzazione. Nomina a cardinale – 2012

“Siamo tutti battezzati, lavoriamo insieme per mostrare a tutti che la vera felicità si può trovare solo in Gesù morto e risorto per noi. La nostra missione è diffondere il Vangelo, per liberare la gente dalla schiavitù delle cose materiali: povertà, discriminazioni sociali e malgoverno”.  Prima messa crismale come arcivescovo di Manila- 2012

Per il card. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila, le dimissioni di Benedetto XVI sono state “una sorpresa che ha portato molta tristezza fra sacerdoti e fedeli della Chiesa filippina”. In un messaggio pubblicato sul sito della Conferenza episcopale il porporato racconta che “ci siamo sentiti come dei bambini aggrappati a un padre che sta dando loro l’addio. Ma la tristezza lascia il posto all’ammirazione per l’umiltà del Papa, l’onestà, il coraggio e la sincerità. Il suo desiderio fondamentale – continua il card. Tagle – è stato quello di promuovere il bene più grande della Chiesa. Sappiamo che il ministero del Papa non è un compito facile. Quindi ringraziamo il Santo Padre Benedetto XVI, che è stato eletto Papa all’età piuttosto avanzata di 78 anni e che in questi ultimo otto anni ha saputo guidare la Chiesa con il suo insegnamento, semplicità e dolcezza”.

 

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